Serata di terrore e sangue nel cuore di Olbia: intorno alle 22:30 di ieri un uomo armato di coltello ha seminato il panico all'interno del ristorante di sushi "Ichi", in Corso Umberto.

L'aggressore, un cittadino di origini nordafricane, ha fatto irruzione nel locale e ha prima minacciato con un coltello la cassiera poi ferito quattro persone, due clienti e due membri del personale, intervenute per difendere la donna.

Una ha riportato ferite da taglio più profonde, mentre le altre tre hanno subito lesioni più lievi; fortunatamente nessuno versa in pericolo di vita. Sul posto sono arrivate le ambulanze del 118, pattuglie della Polizia e dei Carabinieri.

Gli agenti del Commissariato di Olbia, intervenuti insieme ai militari dell'Arma, sono riusciti a disarmare e arrestare l'aggressore dopo una concitata colluttazione per immobilizzarlo. L'uomo è stato poi condotto e piantonato in ospedale. Restano da chiarire le ragioni dell’aggressione.

Fipe-Confcommercio: "Lavorare in sicurezza"

"Quello che è accaduto è sconvolgente. Esprimiamo prima di tutto la nostra vicinanza ai feriti, ai dipendenti e ai titolari del ristorante, che hanno vissuto momenti drammatici. Chi apre un locale, chi ci lavora e chi semplicemente entra per trascorrere una serata deve sentirsi al sicuro. I pubblici esercizi sono luoghi di socialità, accoglienza e presidio del territorio e non possiamo accettare che imprenditori e lavoratori si trovino esposti a situazioni di violenza di questa portata". Sono le parole di Marco Mura, presidente di FIPE Confcommercio per la Gallura, dopo l'aggressione.

Per Mura è necessario che quanto accaduto porti a mantenere alta l'attenzione, "Chiediamo attenzione e un confronto con le istituzioni e le forze dell'ordine. Non vogliamo alimentare allarmismi, ma nemmeno sottovalutare i segnali che arrivano dal territorio. La sicurezza è una condizione indispensabile per poter lavorare e per rendere attrattiva una città turistica come Olbia".

Sulla stessa linea Edoardo Oggianu, presidente di Confcommercio Olbia Gallura: "Vedere una normale serata trasformarsi in una scena di violenza dentro un'attività commerciale colpisce tutta la nostra comunità. La nostra solidarietà va alle persone ferite, ai titolari, ai lavoratori e a tutti coloro che erano presenti nel locale. Voglio anche sottolineare il coraggio di quanti sono intervenuti per fermare l'aggressione e aiutare le persone coinvolte".

"Da una parte - prosegue Oggianu - lavoriamo perché i centri storici siano attrattivi durante tutto l'anno, perché valorizzino il commercio di prossimità, producano economia e rappresentino un presidio di socialità e di sicurezza per le nostre città. Dall'altra, però, le istituzioni devono garantire la sicurezza di esercenti, imprenditori, lavoratori e clienti. Su questo non si può tergiversare. La sicurezza è una materia seria e non può diventare un argomento da affrontare soltanto dopo che si verificano episodi gravi. È una priorità che non può più essere rinviata".

Alberto Fois, vicepresidente regionale FIPE, allarga la riflessione all'intera Sardegna: "Quello accaduto a Olbia è un episodio gravissimo che ci impone di tenere alta l'attenzione. La nostra prima preoccupazione va alle persone ferite, ai lavoratori e all'imprenditore coinvolto, ma non possiamo fermarci alla solidarietà. La sicurezza di chi lavora nei pubblici esercizi e di chi li frequenta deve diventare una priorità concreta".