Nell'ambito degli accertamenti avviati sulle manifestazioni in piazza dei giorni scorsi, sono due i giovani della Città metropolitana di Cagliari finiti sotto la lente della Digos.

Le verifiche, che hanno interessato complessivamente 23 città italiane, puntano a ricostruire eventuali attività di incitamento alla violenza attraverso chat, social network e altre piattaforme digitali nelle settimane precedenti alle mobilitazioni.

A Cagliari gli investigatori stanno approfondendo le posizioni dei due ragazzi, ma sulle indagini viene mantenuto il massimo riserbo. Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sugli accertamenti né eventuali provvedimenti nei loro confronti.

La situazione nel capoluogo sardo, intanto, è rimasta tranquilla durante la manifestazione contro il carovita e il riarmo. Le persone partecipanti hanno attraversato le strade del centro cittadino e le vie dello shopping, senza che si registrassero incidenti o momenti di tensione. Il corteo si è svolto regolarmente, con i negozi rimasti aperti lungo il percorso.

L'attività investigativa si inserisce in un'operazione più ampia condotta dalla Polizia di Stato, attraverso Digos e Polizia postale, su delega dell'Autorità giudiziaria e in parte d'iniziativa. Le perquisizioni hanno riguardato circa 60 persone, ritenute dagli investigatori potenzialmente coinvolte in attività di incitamento alla violenza attraverso chat e piattaforme social in occasione delle recenti manifestazioni.

Nel corso degli interventi sono state sequestrate cinque pistole finte, un frangivetro, oggetti contundenti, indumenti che sarebbero stati utilizzati durante i disordini e undici telefoni cellulari. Tra il materiale recuperato figura anche una replica di pistola Beretta 92 FS a pallini, oltre a una pinza in acciaio, un coltello rudimentale, maschere e altri oggetti potenzialmente utilizzabili per il travisamento.

A Messina gli agenti hanno rinvenuto due pistole a salve, un frangivetro, un fumogeno, un mefisto, un'asta e una mazza tipo baseball. A Cagliari, invece, è stata sequestrata una pistola a salve priva del tappo rosso. Nel corso delle attività a Bergamo e Brescia sono stati recuperati indumenti che sarebbero stati utilizzati durante gli scontri, mentre a Torino gli investigatori hanno trovato capi di abbigliamento che sarebbero stati sottratti durante i saccheggi ai danni di alcuni esercizi commerciali. A Parma è stata sequestrata una pistola giocattolo con colpi a salve.

Particolare attenzione è stata riservata anche ai dispositivi elettronici: undici smartphone sono stati acquisiti perché ritenuti di interesse investigativo. A Bologna, in particolare, due telefoni contenevano filmati relativi agli scontri del 24 ottobre nel capoluogo emiliano e saranno ora sottoposti ad analisi.

L'obiettivo degli accertamenti è ricostruire eventuali collegamenti tra le condotte registrate durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre e le attività di organizzazione e promozione di nuove iniziative di protesta.