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Sarà operativo entro la fine di ottobre 2026, a Macchiareddu, il nuovo impianto dedicato al trattamento della plastica. La struttura, realizzata nell’area industriale dell’11ª strada, avrà una capacità di circa 4 mila tonnellate di materiale all’anno e sarà il più grande impianto di questo tipo presente in Sardegna.
Un investimento da 22 milioni di euro, 18 dei quali finanziati attraverso il Pnrr, che punta a rafforzare la capacità di trattamento della plastica nell’Isola e a ridurre le criticità legate ai conferimenti.
L’avvio del nuovo impianto arriva infatti dopo le difficoltà registrate durante i mesi estivi nell’area metropolitana di Cagliari, quando in più occasioni la raccolta della plastica è stata sospesa a causa dell’indisponibilità di spazi e di capacità di trattamento.
La nuova struttura di Macchiareddu andrà ad aggiungersi agli impianti già presenti a Oristano e ad Arborea, contribuendo a potenziare la gestione regionale dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata.
"Con questo impianto il problema verrà risolto una volta per tutte - spiega il presidente del CACIP, Beniamino Garau - ma il nostro obiettivo è andare oltre. Vogliamo chiudere la filiera e avviare un progetto realmente circolare, evitando che la plastica, una volta separata, debba essere venduta fuori dall’Isola".
La prospettiva indicata dal Consorzio è dunque quella di puntare a una gestione sempre più circolare dei materiali recuperati, trasformandoli in nuove risorse direttamente sul territorio. Tra le ipotesi allo studio c’è anche il ricorso a tecnologie di pirolisi per trasformare i rifiuti plastici in prodotti energetici. Si tratta, al momento, di una possibilità che dovrà essere valutata sotto il profilo tecnico ed economico prima di un'eventuale applicazione.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia del CACIP per il recupero e la valorizzazione dei residui di lavorazione. "Abbiamo intenzione di fare altrettanto con le ceneri del termovalorizzatore - aggiunge Garau - e stiamo collaborando con l’Università degli studi di Cagliari a un progetto per trasformare questi materiali in nuovi prodotti, dagli arredi urbani a particolari tipologie di calcestruzzo".
Il nuovo impianto rappresenta quindi anche uno degli interventi attraverso cui il Consorzio punta a rilanciare il ruolo di Macchiareddu come area strategica per lo sviluppo industriale del territorio.
"Dobbiamo rompere l’assedio del fotovoltaico, che per anni ha occupato una parte importante dei terreni disponibili - conclude Garau -. Per rilanciare l’area industriale di Cagliari dobbiamo dialogare con le imprese di tutta la Sardegna, capire quali siano le loro esigenze e costruire le condizioni perché possano trovare qui lo spazio e i servizi necessari per investire".












