Prende il via ufficialmente il percorso per la creazione della Casa della Comunità Spoke di Sinnai, un'iniziativa strategica che coinvolge anche Maracalagonis e Burcei, la Asl di Cagliari, la Fondazione Polisolidale e una serie di partner provenienti da ambiti istituzionali, scientifici e del Terzo settore. L'obiettivo è sviluppare un nuovo modello di assistenza sanitaria e sociale integrata e partecipativa sul territorio.

La struttura ospiterà una vasta gamma di servizi, tra cui cure primarie, assistenza infermieristica di comunità, specialistica ambulatoriale, assistenza domiciliare integrata, prevenzione e promozione della salute, sportelli di prossimità e percorsi sociosanitari integrati. Tra le specialità offerte ci saranno cardiologia, fisiatria, diabetologia, neurologia, pneumologia, nefrologia, oculistica e otorinolaringoiatria. Un ruolo chiave sarà svolto dagli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC), incaricati di facilitare l'assistenza ai cittadini fragili e cronici, la collaborazione tra professionisti e l'accesso ai servizi locali.

La gestione del progetto sarà affidata a una cabina di regia, mentre contemporaneamente verrà istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare nel settore sanitario incaricato di definire operativamente il nuovo modello organizzativo della Casa della Comunità.

 "Questa iniziativa non è solo un intervento di ristrutturazione edilizia, ma rappresenta il cuore di una nuova visione della salute per il nostro territorio. Il nostro obiettivo è superare il vecchio modello sanitario per approdare a un'infrastruttura sociale capace di rispondere in modo proattivo ai bisogni dei cittadini più fragili e cronici", ha detto la sindaca del Comune di Sinnai Maria Barbara Pusceddu.

"Il progetto si pone in continuità con le varie azioni avviate nel territorio dalla Fondazione Polisolidale con l'intento di rendere concreta l'idea innovativa dei servizi per la salute che si avvicinano ai bisogni delle persone", ha dichiarato il Direttore Generale della Fondazione Antonello Caria. Per il dg della Asl 8 Aldo Atzori "il valore aggiunto del modello è la costruzione della rete territoriale: la Asl lavora fianco a fianco con i servizi sociali comunali e con le organizzazioni del Terzo Settore per sviluppare un'infrastruttura sociale capace di sostenere la salute, la prevenzione e l'inclusione".