In meno di 48 ore, oltre 105 ettari di territorio ridotti in cenere, decine di uomini impegnati senza sosta nelle operazioni di spegnimento e bonifica, evacuazioni precauzionali e un imponente dispiegamento di mezzi aerei. È il disastroso bilancio degli ultimi due giorni, 7 e 8 luglio 2026, segnati dagli incendi in Sardegna, con il fronte più critico che si è registrato tra Selargius e Monserrato, nell’area metropolitana di Cagliari.

Qui le fiamme, alimentate dal forte vento, hanno devastato circa 100 ettari di campagne, lambendo abitazioni e linee elettriche e rendendo necessaria anche la temporanea chiusura delle statali 554 e 387. In via precauzionale sei persone sono state allontanate dalle proprie abitazioni per poi fare rientro una volta terminata l’emergenza. Sul posto hanno operato un Canadair e cinque elicotteri, tra cui un Super Puma e due velivoli militari, insieme a forestali, vigili del fuoco, Protezione civile, Forestas, barracelli e forze dell’ordine.

"Un disastro ambientale al quale ancora una volta abbiamo assistito quasi impotenti e che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Perdiamo circa 100 ettari di agro, bruciati dalle fiamme alimentate dal forte vento, ma per fortuna non ci ritroviamo a piangere persone e animali, perché la vicinanza di abitazioni e linee elettriche ha messo tutti in fortissimo allarme", ha scritto sui social il sindaco di Selargius, Pierluigi Concu.

"Mi sento di ringraziare i vigili del fuoco, la Protezione civile, la Forestale, i carabinieri, la polizia, i nostri vigili urbani, i barracelli, l’Anas e tutto il personale impegnato nelle nostre campagne e ora nei territori dove si sono estese le fiamme. Ettari di terra mangiati dal fuoco, pezzi di una storia che ogni estate colpisce al cuore la nostra Isola", ha aggiunto il primo cittadino.

L’emergenza non ha però riguardato soltanto il Cagliaritano. Nel Sulcis il Corpo Forestale è intervenuto su altri due incendi, nelle campagne di Nuxis e in località Medau Fundale Pionca, nel territorio di Carbonia, dove la presenza di alcune abitazioni ha fatto classificare il rogo come incendio di interfaccia, richiedendo anche l’impiego di ulteriori mezzi aerei.

Intanto si contano i danni nelle campagne di Bonorva, dove l’incendio divampato il giorno precedente in località Serra Iscobas ha distrutto circa cinque ettari di territorio. Le attività, rese particolarmente difficili dalla conformazione dell’area e dalla mancanza di strade, sono supportate anche da un elicottero proveniente dalla base di Anela.

Un altro fronte ha infine interessato ieri il territorio di Escalaplano, dove sono entrati in azione due elicotteri regionali. Un quadro che conferma come, nelle giornate caratterizzate da temperature elevate e forte vento, il rischio incendi continui a rappresentare una delle principali emergenze dell’estate sarda.