Dopo quattro decenni di attesa, l’impianto di sollevamento di Uta Nord è finalmente operativo, insieme al comprensorio irriguo ad esso collegato. Il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale ha tagliato oggi il nastro di un’opera che, affidata nel 2020 dalla Regione, è stata restaurata e messa in funzione, salvandola dall’abbandono.

L’impianto servirà un territorio a forte vocazione agricola di 1.700 ettari nel distretto di Uta Nord e contribuirà a sostenere le stagioni irrigue nel distretto del Cixerri, che conta 6.000 ettari attrezzati.

All’inaugurazione erano presenti, oltre al presidente del Consorzio Efisio Perra, l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus, il consulente dell’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Secci, il presidente dell’Anbi Sardegna, Gavino Zirattu, i sindaci di Uta (Giacomo Porcu) e Villaspeciosa (Gianluca Melis), oltre ai tecnici che hanno illustrato la storia, i lavori e le potenzialità dell’impianto.

“Una risposta per il territorio, attesa da tempo, che consente di mettere in opera un progetto di infrastrutturazione agricola ed economica fondamentale per la competitività delle aziende”, ha commentato Perra. “Per il Consorzio, sempre vicino alla comunità territoriale, era primario raggiungere questo obiettivo, visto che la nostra base consortile è composta dagli stessi agricoltori.”

Perra ha aggiunto: “Ora ci attendono altri progetti importanti, come la riconversione dell’approvvigionamento idrico nell’agro di Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa. Anche lì si tratta di interventi attesi da tempo, sui quali stiamo lavorando con lo stesso impegno del progetto di Uta.”