PHOTO
“Il governo deve dire adesso no a qualsiasi coinvolgimento, non deve lasciarsi trascinare in azioni militari nello stretto di Hormuz, ma non deve neppure offrire le nostre basi agli attacchi militari di Israele e Stati Uniti che sono assolutamente in violazione del diritto internazionale. Le nostre basi non devono essere usate neppure per supporto logistico”. Lo ha affermato questa mattina a Sassari il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a margine di un incontro all’Università di Sassari dedicato al referendum sulla Giustizia.
Conte ha criticato l’immobilismo dell’esecutivo anche sul fronte economico: “Questo governo è immobile, ha aumentato le accise sul carburante e poi di fatto adesso, anche con la guerra, non fa nulla. Nessun provvedimento è stato preso contro il caro carburante, che è schizzato a prezzi folli”.
Il presidente del M5S ha sottolineato come gli attacchi in Iran abbiano inciso ulteriormente sui prezzi dei carburanti, senza che l’esecutivo abbia ancora predisposto misure concrete per sostenere cittadini e imprese.
Le dichiarazioni arrivano alla vigilia del referendum del 22 e 23 marzo, in un momento in cui il partito guida anche il dibattito sul ruolo dell’Italia nelle crisi internazionali e sulle scelte energetiche, mettendo in evidenza la necessità di posizioni ferme sia sul piano militare sia su quello economico.
"La sconfitta del sì sarebbe uno schiaffo degli italiani al Governo"
"Un'eventuale sconfitta del Sì al referendum sarebbe uno schiaffo sonoro da parte degli italiani, che esprimerebbero anche la loro insoddisfazione verso un Governo che evidentemente si è concentrato sulla modifica di alcuni articoli costituzionali per tutelare la casta della politica". Lo ha detto il leader del M5s, Giuseppe Conte, oggi all'Università di Sassari per un confronto sul referendum sulla giustizia.
"La vittoria del Sì sarebbe obiettivamente una prospettiva che non auguro affatto all'Italia. Il Governo poi - ha aggiunto l'ex premier - spingerebbe anche sul premierato e quindi dopo aver assestato un colpo alla magistratura, dopo aver preordinato un processo che deve mettere in riparo la classe politica, il governo in prospettiva cercherebbe di rafforzare anche i propri poteri".
"Onorare fino all'ultimo la missione Onu in Libano"
L'Italia non può tirarsi indietro dalla missione Onu in Libano. Lo sostiene l'ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: "Noi siamo in Libano da anni con grandi onore e con grande disciplina, è una missione che io stesso ho visitato da presidente del Consiglio, che dà lustro al nostro prestigio, a noi come nazione e nell'ambito della comunità internazionale", ha dichiarato il leader del M5S a Sassari.
"Ovviamente siamo fortemente preoccupati per questi attacchi, perché è chiaro che siamo a rischio. Occorre massima prudenza, però cerchiamo di onorare la missione delle Nazioni Unite sino all'ultimo, sperando che questi attacchi cessino e i nostri soldati non siano lì esposti al pericolo, in una zona altamente compromessa sul piano militare", ha concluso Conte.








