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Un prezzo del latte ovino di almeno 1,50 euro al litro in acconto, maggiori controlli sulla provenienza del latte utilizzato dall’industria, interventi urgenti sul blocco delle movimentazioni dei bovini e una strategia regionale costruita con il coinvolgimento diretto degli allevatori.
Sono alcune delle richieste portate questa mattina dai pastori sardi sotto il palazzo del Consiglio regionale, dove si è svolta un’assemblea dedicata alle difficoltà del comparto. Una delegazione degli allevatori, insieme alla presidente dell’Anci Sardegna Daniela Falconi, è stata ricevuta dai capigruppo dei partiti.
Nel documento consegnato alla politica sono contenute dieci richieste rivolte alla Regione. Il tema del prezzo del latte resta centrale, ma non è l’unico.
“Non solo prezzo del latte”, ha spiegato Fabio Pisu, uno dei portavoce del movimento. “Stiamo chiedendo anche che si inizi a ragionare per trovare una soluzione concreta per il blocco delle movimentazioni dei bovini, che sta creando grosse difficoltà alle aziende. Chiediamo che almeno possano essere movimentati verso i centri di ingrasso”.
Tra le richieste c’è anche la piena applicazione della direttiva europea 2019/633 contro le pratiche commerciali sleali, affinché i costi di produzione vengano realmente considerati nella formazione dei prezzi e il peso delle crisi non ricada ancora una volta interamente sugli allevatori.
Il clima nelle aziende, raccontano i pastori, resta pesante. “C’è tanto malessere, perché quando uno lavora e non si vede remunerato in base agli sforzi che fa è normale che ci sia malessere”, ha aggiunto Pisu.
A sottolineare il peso economico del comparto è anche Gianuario Falchi, storico portavoce del movimento indipendente. “Il problema latte deve riguardare la politica molto da vicino – sostiene – perché in Sardegna riguarda un indotto di 100mila posti di lavoro, oltre a tutte le famiglie che gravitano intorno. Alla fine è l’unica fabbrica esistente in Sardegna, che a stento riesce ad andare avanti”.
La richiesta, dunque, è che dalla Regione arrivino risposte concrete e rapide, non solo sul prezzo del latte ma sull’intero sistema che oggi mette in difficoltà allevamenti e imprese.
Un incontro durato tre ore
"Tra il dire e il fare non deve passare un anno per vedere i risultati. Se si devono vedere, si devono vedere subito", spiega Gianuario Falchi al termine dell'incontro.
La riunione tra i capigruppo del Consiglio regionale, il presidente dell'Assemblea regionale Piero Comandini e una delegazione di 15 pastori senza bandiere accompagnati dalla presidente dell'Anci Daniela Falconi, è durata circa tre ore.
L'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Agus ha illustrato le iniziative avviate nei mesi scorsi e già concordate con le associazioni di categoria e quelle previste a breve. Tra le priorità "c'è un intervento importante sul caro carburanti che consentirà di venire incontro alle aziende che subiscono l'aumento dei costi di produzione", ha spiegato Agus, indicando anche la necessità di salvaguardare la filiera del pecorino romano.
L'assessore ha invitato una delegazione dei pastori senza bandiera al tavolo di filiera del latte previsto per domani, 13 ottobre, presso la sala riunioni della sede dell’Agenzia Forestas, in località Campu Longu (Massama – Oristano), insieme alle associazioni di categoria e ai produttori a Oristano, ma ancora non è certa la partecipazione del movimento spontaneo.
La presidente dell'Anci Daniela Falconi ha sottolineato che "i pastori fanno parte delle nostre comunità e non ci possiamo permettere che una sola azienda possa correre il rischio di chiusura e per questo che i comuni sono vicino ai pastori quando ci sono le loro rivendicazioni".








