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Morti per annegamento: le spiagge italiane sono tra le più sicure d’Europa. Con un tasso pari a 5,7 morti per milione di abitanti, l’Italia si colloca nettamente sotto la media europea (11,1) e sotto i principali Paesi turistici del Mediterraneo come Spagna (11,2), Francia (10,8) e Grecia (38,3).
Secondo lo studio diffuso da SIB-Fipe Confcommercio, i dati sostituiscono il risultato di un modello organizzativo strutturato e capillare, basato sulla presenza diffusa di stabilimenti balneari e sul servizio obbligatorio di assistenza ai bagnanti.
Come riportano i dati delle rilevazioni Eurostat, nell’Unione europea si registrano ogni anno circa 5.000 decessi per annegamento accidentale, pari al 2,8% delle morti accidentali complessive.
Tra i Paesi con il numero assoluto più alto di vittime figurano la Francia con 737 decessi; la Spagna con 537; la Germania con 476; la Polonia con 466; la Romania con 458; la Grecia con 398; l' Italia con 338.
L’Italia mantiene uno dei migliori rapporti tra popolazione, presenze balneari e sicurezza, nonostante i grandi flussi turistici ogni anno, grazie a un sistema italiano che si distingue nel panorama europeo per la presenza obbligatoria del servizio di salvamento negli stabilimenti in concessione, regolato dalle ordinanze delle Capitanerie di Porto.
In totale, l’Italia conta inoltre il più alto numero di siti di balneazione censiti dalla Commissione europea, pari al 24,83% del totale europeo.
Le spiagge libere, dove si concentra circa il doppio degli incidenti rispetto agli stabilimenti attrezzati, rappresenterebbe però un punto critico. Secondo il report dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, gli incidenti avvengono per il 37,4% nelle spiagge libere, mentre solo il 19,6% negli stabilimenti in concessione: un divario che conferma l’importanza della presenza di presidi di sicurezza costanti.
La campagna “Annegamenti Zero”
I dati sono stati presentati nell’ambito della campagna “Annegamenti Zero”, promossa da SIB-Fipe Confcommercio, con l’obiettivo di ridurre progressivamente gli incidenti in mare fino ad azzerare i decessi.
Tra le iniziative previste una radio dedicata alla sicurezza in spiaggia, materiali informativi negli stabilimenti balneari, e attività di educazione e sensibilizzazione sul territorio.
Accanto alla campagna, l’associazione propone tre interventi principali: destinare parte dei canoni demaniali ai Comuni per rafforzare la sicurezza nelle spiagge libere, attribuire poteri sanzionatori agli assistenti bagnanti per contrastare i comportamenti pericolosi, e valorizzare la figura degli assistenti bagnanti attraverso incentivi per i concorsi pubblici.
"Investire nella sicurezza salva vite umane", sottolinea Antonio Capacchione, presidente di SIB-Fipe Confcommercio, evidenziando come il modello italiano rappresenti un riferimento europeo ma con margini di miglioramento, soprattutto nelle aree non presidiate.








