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Bere regolarmente caffè potrebbe ridurre significativamente il rischio di cirrosi, tumore al fegato e mortalità correlata a queste patologie epatiche: è quanto emerge da un’interessante analisi condotta sulla UK Biobank e pubblicata su "Clinical Gastroenterology and Hepatology", di cui ha parlato attraverso i propri canali social il professor Matteo Bassetti.
Secondo i dati dello studio, come riporta il professore, "il consumo di 1-2 tazze di caffè al giorno è associato a una riduzione del rischio tra il 20% e il 31%", mentre "per chi arriva a cinque o più tazze quotidiane la riduzione supererebbe addirittura il 40%".
L’effetto protettivo, come evidenzia il medico, sarebbe stato osservato indipendentemente dal tipo di caffè consumato, includendo varianti "con caffeina, decaffeinato, zuccherato e non zuccherato".
Le evidenze, come riporta Bassetti, sarebbero supportate nell'analisi anche "da dati di imaging e biomarcatori, con la risonanza magnetica del fegato e l’analisi delle proteine plasmatiche, che mostrano nei consumatori abituali una migliore condizione epatica e una riduzione dei marker infiammatori".









