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La reazione dell’Italia alla scarcerazione di Jacques Moretti non si è fatta attendere. Dopo la decisione dei giudici svizzeri di rimettere in libertà il titolare del locale Le Constellation di Crans-Montana, indagato per la strage di Capodanno, la Farnesina ha annunciato il richiamo a Roma dell’ambasciatore italiano in Svizzera per consultazioni.
Lo rende noto lo stesso Ministero degli Esteri, mentre da Palazzo Chigi arriva una presa di posizione senza precedenti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno infatti dato istruzione all’ambasciatore d’Italia a Berna, Gian Lorenzo Cornado, di contattare immediatamente la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, per rappresentarle la «viva indignazione del Governo e dell’Italia» di fronte alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion.
Secondo l’esecutivo italiano, la scarcerazione di Moretti è avvenuta nonostante l’estrema gravità dei reati ipotizzati, le pesanti responsabilità che graverebbero sull’indagato, il persistente rischio di fuga e il possibile inquinamento delle prove. Una scelta che, sottolinea Palazzo Chigi, «rappresenta una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e a coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale».
Nel comunicato diffuso dal Governo si ribadisce che «l’Italia tutta chiede a gran voce verità e giustizia» e che, in una fase così delicata, ci si aspetta provvedimenti «rispettosi, capaci di tenere pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie colpite dalla tragedia».
Alla luce di questi elementi, Meloni e Tajani hanno quindi disposto il richiamo a Roma dell’ambasciatore Cornado, per valutare e definire le ulteriori azioni diplomatiche da intraprendere nei confronti delle autorità elvetiche.









