Un ritrovamento sconvolgente ad Amendolara, in provincia di Cosenza, dove sono stati rinvenuti quattro corpi completamente carbonizzati all'interno di un minivan. Il veicolo è andato in fiamme all'interno dell'area di servizio IP situata lungo la Strada Statale 106 Jonica, un'arteria stradale ad alta frequentazione. L'allarme è scattato immediatamente dopo l'esplosione del mezzo sotto la pensilina della stazione di carburante e l'intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco ha permesso di domare il rogo, rivelando la tragedia consumatasi nell'abitacolo.

Le autorità hanno dovuto chiudere temporaneamente il tratto stradale interessato, tra i chilometri 394 e 395, in entrambe le direzioni per consentire i primi rilievi e mettere in sicurezza la zona, prima di riaprirlo al transito nel corso del pomeriggio. Le vittime sono state identificate come quattro migranti di origine pakistana, tutti braccianti agricoli.

Gli uomini avevano lavorato di recente nei campi della Sibaritide ed erano diretti verso la Piana del Metapontino, nel Materano, per proseguire con le attività stagionali. Gli investigatori escludono l'ipotesi di un drammatico incidente stradale. La Procura di Castrovillari, guidata dal procuratore Alessandro D'Alessio, coordina le indagini che si concentrano sulla pista del plurimo omicidio. Gli inquirenti della Squadra Mobile di Cosenza e i Carabinieri stanno vagliando gli ambienti legati al lavoro nei campi della Piana di Sibari e non escludono che i quattro uomini possano essere stati uccisi a colpi di pistola prima che il veicolo venisse dato alle fiamme.

Gli analisti fanno notare la singolarità del modus operandi: sebbene le cosche locali abbiano già utilizzato il fuoco in passato per far sparire i corpi delle proprie vittime, tali crimini si erano sempre consumati in aree di campagna isolate e mai in un luogo pubblico e trafficato come un distributore di benzina.