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Lorena Isceri era ancora viva quando l’ex compagno Federico Vella l’ha gettata dal viadotto dell’Autostrada del Sole, a Barberino del Mugello. È uno dei primi elementi emersi dall’autopsia eseguita sul corpo della 45enne, chiamata a chiarire uno dei principali interrogativi rimasti aperti sulla dinamica del femminicidio.
L’esame autoptico, disposto dalla Procura di Firenze, è stato eseguito dal medico legale incaricato dagli inquirenti. L’obiettivo era innanzitutto stabilire se Lorena fosse già morta prima di essere scaraventata dal viadotto oppure se fosse ancora in vita al momento della caduta. I primi riscontri hanno dato una risposta: la donna è morta in seguito alla caduta e all’impatto al suolo.
La valutazione definitiva sarà comunque contenuta nella relazione del medico legale, che dovrà essere consegnata nelle prossime settimane.
Parallelamente all’autopsia su Lorena, gli accertamenti hanno riguardato anche il corpo di Federico Vella, morto dopo essersi lanciato dallo stesso viadotto.
Su disposizione della Procura sono stati effettuati prelievi di tessuti destinati agli esami tossicologici. Gli inquirenti vogliono verificare se l'uomo avesse assunto stupefacenti o psicofarmaci e, nel caso, se tali sostanze possano averne condizionato lo stato al momento dei fatti.
Si tratta di accertamenti destinati a stabilire se Vella fosse sotto l'effetto di sostanze oppure se fosse lucido quando ha agito. Per conoscere gli esiti degli esami tossicologici sarà necessario attendere gli ulteriori risultati degli accertamenti.
L'autopsia sul corpo di Lorena dovrà inoltre contribuire a chiarire la natura di alcune lesioni riscontrate sul corpo della donna, in particolare i lividi: gli accertamenti dovranno stabilire se siano riconducibili alla caduta dal viadotto oppure se fossero precedenti e quindi compatibili con una fase antecedente alla caduta.









