Dietro la tragedia avvenuta ieri, giovedì 3 settembre 2026, una donna che aveva una vita, un lavoro, una famiglia e progetti. Lorena Isceri, 45enne originaria di Squinzano, nel Salento, da anni viveva a Firenze, dove aveva costruito il proprio percorso professionale.

È lì che lavorava come marketing manager in un'azienda farmaceutica specializzata nel settore della salute animale, un ruolo di responsabilità raggiunto dopo il trasferimento in Toscana.

Chi la conosceva, come informa il Quotidiano Nazionale, la descrive come una donna solare, sorridente, amante dei viaggi e attenta alla cura di sé. Frequentava la palestra e conduceva una vita piena, divisa tra il lavoro e le passioni.

A Squinzano, in provincia di Salento, dove vive la sua famiglia d'origina a cui Lorena era molto legata, la notizia della sua morte ha raggiunto il paese nel tardo pomeriggio di giovedì, lasciando sgomenta, come riporta il Corriere Salentino, una comunità che conosce la famiglia da anni.

La relazione con Federico Vella era terminata, secondo le ricostruzioni, per volontà di Lorena, che si era allontanata da lui. Il 36enne, secondo il Corriere Fiorentino, avrebbe invece continuato a cercare un riavvicinamento, affidando anche ai social messaggi rivolti all'ex compagna.

LA TRAGEDIA

Giovedì 3 settembre, secondo la ricostruzione degli investigatori, l'ex compagno l'avrebbe aggredita nel garage della sua abitazione, immobilizzata e rinchiusa nel bagagliaio dell'auto.

Ma Lorena non si è arresa: come riporta il Corriere Fiorentino, nel bagagliaio è riuscita a trovare un telefono e ha cominciato a chiedere aiuto. Ha contattato la madre, un amico e infine il 112, riuscendo a comunicare di essere stata rapita e di temere per la propria vita. Gli investigatori hanno quindi iniziato a localizzare il telefono e a seguire gli spostamenti dell'auto.

La vettura è stata individuata sull'A1. Gli agenti sono riusciti a raggiungere la coppia sul viadotto, ma quando le forze dell'ordine si sono avvicinate l'uomo avrebbe afferrato Lorena e l'avrebbe spinta nel vuoto, per poi togliersi la vita a sua volta.

Oggi, mentre le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio della tragedia, resta il ritratto di una donna amante della vita che aveva lasciato Sud per costruirsi la propria strada, aveva trovato a Firenze il suo lavoro e la sua quotidianità e che amava viaggiare, sorridere, prendersi cura di sé. Una vita cancellata in pichi attimi da una furia omicida.