Una terribile tragedia nell'ambito del blocco nazionale dell’autotrasporto: un camionista ha perso la vita dopo essere stato travolto da un’auto ad alta velocità mentre, nella notte, stava partecipando alle fasi organizzative di un presidio a Caserta.

Secondo quanto riferito dal segretario generale di Unatras, Maurizio Longo, "a mezzanotte era partito il fermo, si stavano predisponendo i presidi quando una vettura a forte velocità nei pressi di Caserta ha travolto un padroncino che stava organizzando il presidio e che è morto". Longo ha aggiunto: "Dall’alba abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo perché questa cosa ci ha sconvolto. Era una persona giovane con famiglia".

La morte dell’autotrasportatore ha avuto un impatto immediato sul movimento, determinando una sospensione parziale e una rimodulazione del blocco proprio nelle ore in cui il fermo nazionale stava prendendo forma.

Il blocco dell’autotrasporto e le proteste in Sardegna

Nonostante la sospensione temporanea, la mobilitazione resta confermata su scala nazionale. Anche in Sardegna il settore del trasporto merci si è fermato: i mezzi sono stati lasciati nei piazzali e nei garage, con sospensione delle attività operative.

La decisione è stata presa da Unatras, l’Unione delle associazioni nazionali più rappresentative dell’autotrasporto, a cui aderisce anche Confartigianato Trasporti, che ha comunicato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la volontà di interrompere le attività del settore.

Nei prossimi giorni verranno definite le modalità del blocco nel rispetto delle procedure previste dal codice di autoregolamentazione degli scioperi.

Le ragioni della protesta: carburante e costi insostenibili

Alla base della mobilitazione c’è una crisi economica che le associazioni definiscono strutturale. Il costo del gasolio, arrivato fino a 2,13 euro al litro, viene indicato come uno dei principali fattori di pressione sul settore.

Secondo Confartigianato Trasporti Sardegna, il carburante rappresenta circa il 35% dei costi operativi complessivi, che con tasse e altre imposizioni arrivano fino al 90%. Una condizione che rende, per molte imprese, insostenibile continuare a operare.

Il presidente di Confartigianato Sardegna Giacomo Meloni ha spiegato che «il costo del gasolio ha superato quella soglia psicologica per cui conviene più star fermi che viaggiare in perdita», sottolineando come il taglio delle accise non abbia prodotto effetti concreti sul settore.

Un settore sotto pressione

In Sardegna sono oltre 1.500 le imprese artigiane del trasporto merci, con circa 4.000 dipendenti, responsabili della movimentazione di circa l’80% dei beni sull’isola.

I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna evidenziano la fragilità del comparto: un mezzo pesante percorre in media 120.000 chilometri l’anno consumando circa 36.000 litri di gasolio. Ogni aumento di 0,25 euro al litro comporta un aggravio di circa 9.000 euro per camion.

Un impatto che, secondo le associazioni, si traduce spesso nell’azzeramento dei margini di profitto, già mediamente inferiori al 3%.