È bastato un richiamo, una frase detta per evitare che qualcuno si facesse male, a scatenare una violenza brutale. Giacomo Bongiorni, 47 anni, è morto la sera dell'11 aprile in piazza Felice Palma, nel centro storico di Massa, dopo essere stato aggredito, secondo quanto ricostruito, da un gruppo di giovani, tra cui anche minorenni.

L’uomo si trovava in piazza insieme alla compagna, al figlio di 11 anni e ad alcuni familiari quando, avrebbe invitato alcuni ragazzi a non lanciare bottiglie di vetro contro la vetrina di un negozio. Un gesto che ha fatto scattare la reazione del gruppo.

Aggredito, Bongiorni è caduto a terra, battendo la testa sull’asfalto. Subito dopo è andato in arresto cardiaco. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei soccorritori.

Per la sua morte sono stati fermati al momento tre giovani: due maggiorenni, di 19 e 23 anni, entrambi di nazionalità rumena, e un minorenne. L’accusa è di concorso in omicidio volontario. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Massa e dalla Procura per i minorenni di Genova, competente per il territorio apuano, e affidate ai carabinieri. Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori di garanzia e l’autopsia.

A ricostruire quei momenti è la compagna della vittima, Sara Tognocchi, 47 anni, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: "A luglio ci saremmo sposati e saremmo andati assieme in una casa nuova”.

Cosa è successo quella sera? “La verità è questa - ha detto Sara Tognocchi al Corriere della Sera -.Scriva che sabato sera eravamo usciti con alcuni amici, che c’era anche mio fratello Gabriele con suo figlio. Stavamo andando a prendere un kebab, erano da poco passate le 21:30. In piazza Palma c’era un gruppetto di giovani: erano in sei, forse sette. Hanno cominciato a lanciare bottiglie contro la vetrata del negozio e mio fratello ha detto “ma non tirate le bottiglie: ci sono le persone che possano farsi male”. Gabriele si è rivolto a questi ragazzi in maniera gentile, glielo ha detto educatamente perché nostra madre ci ha insegnato l’educazione".

Poi "Hanno circondato mio fratello e poi il mio compagno. Sono arrivati anche altri giovani. Hanno cominciato a colpirli. Non hanno detto nulla. Li picchiavano e basta. Mio fratello è finito per terra e hanno continuato a picchiare. Non si sono mai fermati. Pestavano Giacomo, io lo vedevo a terra e loro sopra". Al Corriere della Sera la compagna della vittima ha anche raccontato di aver chiesto aiuto: "Ho preso il figlio del mio compagno e l’ho portato via, ho avuto paura che questi ragazzi si mettessero a picchiare anche i bambini. Poi ho continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L’hanno pestato a morte".