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Dopo il successo di Péter Magyar alle elezioni ungheresi ai danni di Viktor Orban, le parole affidate ai social di Ilaria Salis riaccendono il dibattito politico europeo: "Non una vittoria della sinistra, ma almeno una pesantissima sconfitta dell’estrema destra globale e – speriamo – la fine del regime. L’Ungheria e l’Europa saranno posti migliori senza Orbán. Spiace per Meloni e Salvini. A mai più rivederci", ha scritto in un post su Facebook la eurodeputata di Avs.
Un intervento netto, che si inserisce in un contesto personale e politico particolarmente delicato per la stessa Salis, la cui notorietà è cresciuta proprio a seguito della vicenda giudiziaria che l’ha coinvolta in Ungheria, quando era stata arrestata a Budapest con l’accusa di aver partecipato ad aggressioni nei confronti di militanti di estrema destra durante una manifestazione. La detenzione preventiva, durata mesi e caratterizzata da condizioni denunciate come dure dalla difesa e da osservatori internazionali, aveva sollevato un ampio caso politico e diplomatico tra Italia e Ungheria.
La svolta è arrivata con la sua candidatura alle elezioni europee, che le ha consentito di ottenere l’elezione al Parlamento europeo. Un passaggio decisivo: l’immunità parlamentare ha infatti sospeso l’iter giudiziario nei suoi confronti, evitandole una possibile condanna e permettendole di lasciare il Paese.



