C’è anche un tifoso dell’Olbia tra gli imputati nel processo per gli scontri tra ultrà avvenuti il 19 febbraio 2023, poco prima della partita Ancona-Olbia, all’esterno dello stadio Del Conero. Si tratta di un 34enne originario del capoluogo gallurese, coinvolto insieme ad altri quattro presunti partecipanti nei disordini: un 49enne di Porto San Giorgio, un 26enne e due 27enni di Ancona. Tutti sono accusati di concorso in rissa aggravata in ambito sportivo.

Il procedimento è in corso al tribunale di Ancona, ma l’udienza è stata rinviata al 16 luglio dalla giudice Tiziana Fancello per l’assenza di un testimone chiave dell’accusa, un agente della Digos che avrebbe dovuto deporre.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quel pomeriggio – poco dopo le 16.30 – nel parcheggio riservato agli ospiti, circa 24 sostenitori dell’Olbia entrarono in contatto con un gruppo più numeroso di ultrà dorici. La tensione degenerò in pochi istanti: l’accensione di un petardo, attribuita ai tifosi sardi, avrebbe scatenato la reazione degli anconetani, dando vita a una breve ma violenta colluttazione con l’uso di cinture e oggetti improvvisati.

Determinante fu l’intervento immediato delle forze dell’ordine, che riuscirono a separare i gruppi evitando conseguenze più gravi: non si registrarono feriti né fermi e la partita si disputò regolarmente. Tuttavia, le immagini delle telecamere di sorveglianza ripresero l’intera scena, consentendo alla Digos di avviare le indagini e di disporre successivamente diversi Daspo.

Ora sarà il processo a chiarire responsabilità e ruoli in quei due minuti di violenza improvvisa.