A meno di 24 ore dai disordini che hanno interessato il centro di Milano, la città torna a fare i conti con episodi di guerriglia urbana, saccheggi e devastazioni. Gruppi di giovani incappucciati sono tornati in azione a pochi passi da piazza Duomo, tra vetrine infrante, lanci di sassi e bombe carta, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e lacrimogeni.

Il bilancio delle violenze registrate nella giornata di ieri parla di almeno 50 fermi e danni stimati in un milione di euro. Gli episodi hanno riacceso il confronto politico sulla gestione dell’ordine pubblico, con il sindaco Giuseppe Sala e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi protagonisti di un duro botta e risposta.

"C'erano pochi agenti", accusa il sindaco, mentre il ministro replica: "Sei un radical chic".

Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso vicinanza alle forze dell’ordine e convocato una riunione per domani. La Lega rilancia intanto la proposta di introdurre il fermo preventivo anche per i minorenni.

Dall’opposizione, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein condanna gli episodi di violenza, ma richiama la necessità di distinguere le responsabilità dei singoli dal diritto di manifestare: "Condanniamo i delinquenti ma le violenze non siano un alibi per coprire proteste pacifiche".

"Vanno assolutamente condannati da tutti, senza se e senza ma, i gravi incidenti e saccheggi avvenuti tra ieri e oggi a Milano, Bologna e Torino. E vanno condannati, senza se e senza ma, i responsabili di queste violenze. Il comportamento di questi facinorosi non c'entra niente con il manifestare, ma è delinquenza e terrorismo. Se un soggetto violento si comporta da delinquente o da terrorista non conta la sua età, ma deve essere perseguito per quanto ha commesso da delinquente o terrorista, a prescindere dall'età. L'erba grama va estirpata quando è ancora corta e non quando ormai è cresciuta". Lo afferma il senatore della Lega, Roberto Calderoli. 

Francia, ancora scontri e devastazioni. Macron parlerà alla nazione

Non si placa la tensione in Francia, dove le proteste contro il carovita sono sfociate nuovamente in saccheggi e scontri. Oltre a Parigi, anche città come Limoges, Marsiglia e Bordeaux sono state teatro di violenze e danneggiamenti.

Il bilancio riferito per i disordini di ieri è di 2.000 fermi e 600 poliziotti feriti. Di fronte a una situazione che continua a mettere sotto pressione le autorità, il presidente Emmanuel Macron parlerà alla nazione questa sera.

Durissimo l’attacco di Jordan Bardella, leader del Rassemblement National, che chiede al presidente di assumersi le proprie responsabilità: "Chieda scusa e se ne vada".

Sulla crisi francese è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha criticato le politiche di inclusione dell’Eliseo e ha collegato le tensioni sociali alle scelte sull’immigrazione. "Chiudano le frontiere, l'immigrazione ha mandato in frantumi un grande paese", è il suo attacco.

Schlein si candida a Palazzo Chigi: "Con o senza primarie"

Sul fronte politico nazionale, Elly Schlein rilancia la propria candidatura alla guida del governo e apre ufficialmente la corsa a Palazzo Chigi. Nel corso dell’assemblea nazionale del Partito democratico, la segretaria ha dichiarato: "Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del consiglio, con o senza le primarie".

L’assemblea l’ha designata come unica candidata alle primarie con 578 voti favorevoli, prorogandone inoltre il mandato alla guida del partito.

Schlein si è detta disponibile anche a lavorare a un programma capace di allargare il perimetro dell’alleanza. Un’apertura alla quale ha risposto il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, confermando la disponibilità al confronto: "Condividere un progetto serio per governare".

La necessità di rafforzare l’unità della coalizione è stata sottolineata anche dall’assemblea di Alleanza Verdi e Sinistra, da cui è arrivato un appello alla compattezza: "la gente ci chiede unità".

La partita per la leadership del centrosinistra si intreccia così con la costruzione di un programma comune e con la ricerca di un equilibrio tra le diverse forze dell’opposizione.

Stipendi dei magistrati, il governo blocca gli aumenti. L’Anm valuta il ricorso

Torna lo scontro tra governo e magistratura sulla questione degli aumenti retributivi riconosciuti da alcune sentenze del Consiglio di Stato.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non intende firmare il decreto del presidente del Consiglio dei ministri necessario a sbloccare gli incrementi. La somma complessiva in discussione sfiora il miliardo di euro, una cifra che, secondo quanto sottolineato da Palazzo Chigi, sarebbe circa dieci volte superiore alle risorse che l’esecutivo sta cercando di destinare al settore dell’autotrasporto.

La decisione ha provocato la reazione dell’Associazione nazionale magistrati, che non esclude di intraprendere un’azione legale per tutelare le posizioni economiche della categoria.

"Faremo ricorso -dice l'Anm- i nostri diritti sono gli stessi degli altri cittadini".

La vicenda apre un nuovo fronte di tensione istituzionale, con il governo che richiama le priorità di spesa e la necessità di valutare l’impatto finanziario degli aumenti, mentre l’Anm rivendica il rispetto dei diritti riconosciuti in sede giudiziaria.