DIMISSIONI E CASO 41 BIS

Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, si registrano le prime conseguenze politiche nel governo guidato da Giorgia Meloni, con le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e della capa di gabinetto Giusi Bartolozzi, mentre resta in bilico la ministra Daniela Santanchè.

Sulla vicenda interviene la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde: “Non voglio entrare nel merito delle dimissioni ma credo comunque che siano dimissioni più che opportune. Per quanto riguarda la Sardegna, quello che posso dire è che noi abbiamo un conto aperto con il sottosegretario Delmastro per il tema 41 bis. Ha fatto delle scelte unilaterali trasformando le nostre carceri in deposito per i detenuti al 41 bis, trasformando la Sardegna, o cercando di trasformarla, in una Cayenna d'Italia. Quindi sicuramente in Sardegna non ha lasciato e non lascerà un buon ricordo”.

Sullo stesso tema interviene anche il senatore Marco Meloni, che chiede al governo di fermare il piano di riorganizzazione dei detenuti in regime speciale: “Chiediamo al governo di interrompere immediatamente questo piano ingiusto, insensato e scellerato, che trasformerebbe la Sardegna in un’isola-carcere, compromettendone per sempre tenuta sociale, sicurezza e prosperità economica, senza apportare benefici a nessun altro territorio italiano”.

SENTENZA E RISPETTO DELLE ISTITUZIONI

Todde è intervenuta anche sulla recente decisione della Corte d’Appello di Cagliari, mantenendo una linea di prudenza istituzionale: “Io non ho commentato quella del primo grado e non commento neanche quella d'Appello. Credo che proprio il senso del referendum che abbiamo appena votato sia questo: i magistrati devono fare il loro lavoro e i politici devono fare il loro lavoro, quindi io serenamente accetto quello che è stato deciso. L'ho accettato in primo grado e lo accetto anche per quanto riguarda l'Appello. Andiamo avanti”.

IL VOTO DEI SARDI

La presidente ha poi sottolineato la partecipazione elettorale nell’Isola, respingendo l’idea di disaffezione: “I sardi non votano? Nom mi sembra, anzi, i sardi al referendum sono andati al voto in massa. Una delle cose emerse è che, per esempio, per quanto riguarda la difesa della Costituzione si sono espressi eccome, soprattutto — e devo dire che è una grandissima speranza — i più giovani. Il voto dei giovani deve essere preso in considerazione, quindi quando ci sono temi che interessano i cittadini, come la difesa della Costituzione, i cittadini e i Sardi vanno a votare”.

CONTINUITÀ TERRITORIALE

Infine, un passaggio sulla nuova continuità territoriale, su cui Todde esprime cauta soddisfazione: “Siamo contenti per come è strutturata. Il fatto di aver esteso quelli che sono i benefici anche ai parenti dei residenti e quindi avere la possibilità di mantenere i legami, o aver aiutato i lavoratori che prima erano lavoratori per sei mesi invece adesso avranno la possibilità della tariffa per residenti per l'intero anno, ci rende soddisfatti. Sono segnali che ci interessa che la Sardegna sia un luogo dove si può arrivare facilmente e dove si può viaggiare facilmente e sarà ovviamente uno degli elementi di attrazione che vogliamo portare avanti. Ovviamente non voglio vendere dei risultati che ancora devono dimostrare la loro valenza, quindi la cosa importante sarà monitorare anche il lavoro che farà la compagnia che ha vinto la continuità territoriale. La platea è stata ampliata, le frequenze sono state ampliate, quindi mi aspetto che sia sicuramente un modello migliore del precedente”.