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Si apre una fase di tregua tra il Partito Democratico e la presidente della Regione Autonoma della Sardegna Alessandra Todde, in vista della campagna referendaria sulla riforma della giustizia. A confermarlo è anche la partecipazione, ieri, dei tre assessori dem Giuseppe Meloni, Rosanna Laconi ed Emanuele Cani alla riunione di giunta.
A ribadirlo è stato lo stesso vicepresidente e assessore al Bilancio Giuseppe Meloni, parlando con i cronisti a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti. "Ci sono delle interlocuzioni, ci sono dei ragionamenti e dei chiarimenti necessari in corso - spiega Meloni - però in questo momento noi ci stiamo occupando di temi è quello che ci interessa di più". Tra le priorità c’è la variazione di bilancio, discussa anche nella riunione di giunta, sulla quale nei prossimi giorni sono previsti confronti con capigruppo e partiti della maggioranza. L’obiettivo, spiega, è affrontare questioni economiche rilevanti, tra cui quelle legate alla sanità.
Il vicepresidente ha poi risposto alle critiche del centrodestra, che accusa la maggioranza di ritardare la cosiddetta “manovrina” annunciata dopo l’approvazione della legge di stabilità a gennaio. "Vorrei tranquillizzare tutti - dice Meloni - l'opposizione e tutti i sardi, la normale dialettica politica non condiziona i tempi della variazione bilancio: abbiamo corso sulla finanziaria, abbiamo messo al sicuro i conti della Regione e fatto in modo che venissero sbloccati i capitoli, ora ci stiamo concentrando sulla variazione".
La manovra dovrebbe valere alcune centinaia di milioni nel triennio. In questa fase, spiega ancora l’assessore, sono in corso valutazioni sull’accantonamento per il fondo sanitario, pari a quasi 100 milioni di euro, mentre le restanti risorse sono in fase di programmazione. Il disegno di legge potrebbe arrivare in giunta entro marzo e successivamente in Consiglio regionale, con l’obiettivo di immettere in primavera nuove risorse nel sistema economico dell’Isola.






