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In merito alla sentenza di ieri, giovedì 15 gennaio, del Tar che ha reintegrato il dg della Asl 1 di Sassari, Flavio Sensi, che era stato licenziato con i commissariamenti adottati dalla giunta regionale, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha spiegato che "era attesa e infatti è stata confermata".
"Quindi non cambia assolutamente nulla rispetto al percorso che stiamo portando avanti. Si procede esattamente come è stato pianificato", ha affermato la governatrice rispondendo ai giornalisti, a margine della presentazione delle regate preliminari della America's cup a Cagliari, in merito alle polemiche sollevate dal centrodestra.
"Noi nella delibera del 31 dicembre abbiamo proprio detto che non avremmo proceduto nella nomina del direttore dell'Asl1 di Sassari proprio perché la sentenza del Tar è attesa - ha aggiunto Todde - e il tema dei direttori generali va portato avanti con le competenze. Noi, penso che sia evidente, non abbiamo guardato colori politici e non abbiamo guardato appartenenze. Ci siamo basati sulle capacità e su quello che devono fare le persone".
"Vorrei, invece, dire che abbiamo visto i numeri del 2023, resi noti anche da Gimbe e che pongono la Sardegna come penultima regione in Italia rispetto ai Lea non rispettati. Allora - ha incalzato - a chi in questo momento sta cercando di portare avanti una narrativa di disastro, la domanda che faccio io è: dove erano quando governavano? Dove erano quando, invece, adesso propongono ricette salvifiche? Perché non le hanno portate avanti quando avevano la possibilità di governare e di farlo?" "In questi mesi abbiamo già iniziato il recupero delle liste d'attesa e quello che io vi posso dire oggi è che richiameremo decine di migliaia di sardi, a partire da 30.000 nella Asl8 di Cagliari. Questo significa che ci muoveremo nella giusta direzione - ha concluso - E siccome sui numeri a me piace misurarmi, vedremo quali saranno i numeri del 2025, del 2026 e qui in avanti. Quindi la responsabilità va presa sulle cose che si fanno, non sulla demagogia".








