È stata presentata in Consiglio regionale una proposta di legge finalizzata al rilancio della filiera cerealicola in Sardegna. L’iniziativa, promossa dal gruppo Sinistra Futura, punta a intervenire su un comparto considerato strategico per l’economia regionale, attraverso misure di sostegno alla produzione e alla valorizzazione del grano locale.

Il provvedimento si inserisce in un contesto di forte ridimensionamento del settore: secondo i dati richiamati dai proponenti, le superfici coltivate a cereali sarebbero passate da oltre 90 mila ettari nei primi anni Duemila a circa 20 mila ettari attuali. Una contrazione che viene collegata a una serie di fattori, tra cui la bassa redditività, la concorrenza estera e le criticità strutturali della filiera.

Tra i problemi evidenziati figurano la frammentazione del comparto, la debolezza contrattuale dei produttori e le dinamiche di mercato che, in diversi casi, determinerebbero prezzi inferiori ai costi di produzione. Negli ultimi anni la Regione ha attivato alcuni strumenti di sostegno, tra cui incentivi e accordi di filiera con la previsione del prezzo minimo garantito prima della semina, ritenuti tuttavia non ancora sufficienti a garantire un equilibrio stabile nella distribuzione del valore.

La proposta prevede un insieme di interventi articolati: il rafforzamento dell’organizzazione della filiera cerealicola, il sostegno agli agricoltori, la promozione della qualità e della tracciabilità delle produzioni, oltre a misure per il recupero delle varietà tradizionali e della biodiversità agricola. Tra gli obiettivi indicati anche il contrasto allo spopolamento delle aree rurali.

Elemento centrale del disegno di legge è l’istituzione del marchio “Grano Sardo”, pensato come strumento di riconoscimento e valorizzazione delle produzioni cerealicole regionali, con l’obiettivo di rafforzarne la presenza sul mercato e il legame con il territorio.

“La proposta nasce dal confronto con gli operatori del settore e dalla necessità di affrontare una crisi che non è solo economica, ma anche sociale”, ha dichiarato la consigliera regionale Paola Casula, tra le promotrici dell’iniziativa.

Il testo dovrà ora essere discusso in Consiglio regionale e potrà essere oggetto di modifiche nel corso dell’iter legislativo.