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La Sardegna reagisce al commissariamento deciso dal Governo per la mancata approvazione del piano di dimensionamento scolastico per il prossimo anno. Il ricorso è un’ipotesi concreta, ma la strada da seguire sarà valutata solo dopo il pronunciamento nel merito del Consiglio di Stato. A chiarirlo è l’assessora regionale alla Pubblica istruzione, Ilaria Portas, all’indomani della riunione del Consiglio dei ministri che ha disposto il commissariamento dell’Isola e di altre tre Regioni.
"I numeri che ci hanno assegnato li contestiamo sulla base del fatto che non sono reali ma stimati", spiega Portas, sottolineando come lo scorso anno la Sardegna abbia registrato circa 3.000 studenti in più rispetto alle previsioni. Un dato che potrebbe aprire la strada a un ricalcolo. Ora il dossier passa ai commissari, individuati nei direttori degli Uffici scolastici regionali, mentre la Regione valuta gli strumenti giuridici da adottare.
Sul piano politico interviene la presidente Alessandra Todde, che definisce il commissariamento "un’ulteriore prova dell’assurdità di questo Governo". Secondo la governatrice, il richiamo al Pnrr non regge, perché il tema del dimensionamento scolastico è aperto da anni e si intreccia con tagli lineari e con la dinamica demografica. "La Sardegna non è un territorio come tutti gli altri", ribadisce Todde, ricordando i problemi di spopolamento delle aree interne e di dispersione scolastica. "Volerci trattare come tutte le altre Regioni, con gli stessi criteri, credo che sia una cosa ingiusta".
A difesa delle peculiarità dell’Isola interviene anche il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, che parla di una battaglia condotta senza contrapposizioni ideologiche ma per tutelare studenti e comunità locali. "Prevedere un dimensionamento differente, regione per regione, non è cercare una contrapposizione con lo Stato", afferma, chiedendo maggiore autonomia.
Durissima anche la presa di posizione del Partito democratico. In una nota congiunta, i segretari regionali di Umbria, Emilia Romagna, Toscana e Sardegna definiscono il commissariamento "un atto di estrema gravità" e una forzatura istituzionale che colpisce l’autonomia delle Regioni e la scuola pubblica. Per il Pd, il dimensionamento non può essere "imposto dall’alto" né ridotto a un mero calcolo contabile, e chiede una revisione delle scelte del Governo.






