Una delle più grandi piantagioni di marijuana mai rinvenute e sequestrate in Italia ha portato, nella mattinata odierna, all’esecuzione di quattro misure cautelari in carcere da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro.

L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Nuoro su richiesta della Procura della Repubblica di Nuoro. Oltre ai quattro arrestati, una quinta persona è stata denunciata.

I cinque indagati, residenti nei comuni di Orani, Silanus e Buddusò, sono ritenuti responsabili del reato di produzione di sostanze stupefacenti in concorso.

Oggi a finire in carcere sono stati: Fabiano Benzi di Silanus, Gonario Morittu e Pietro Noli di Orani (entrambi i paesi in provincia di Nuoro), e Giuseppe Marrone di Buddusò (Sassari). Denunciato il fratello di Gonario Morittu, Salvatore.

Il provvedimento restrittivo è il risultato delle indagini avviate inizialmente sul territorio dal Reparto Squadriglie e successivamente sviluppate dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Nuoro.

Come riferito dall'Arma, lo scorso luglio, al termine di specifici servizi di controllo nelle campagne della provincia, i militari avevano scoperto e sequestrato, in agro di Orani, una vasta piantagione di cannabis indica composta da oltre 40.000 piante messe a dimora e 13.000 piante in fase di essiccazione.

Il quantitativo complessivo sequestrato ammontava a circa tre tonnellate e mezza di sostanza, dalla quale si sarebbe potuto ricavare circa 370 chilogrammi di principio attivo, equivalenti a 15 milioni di dosi, per un valore stimato di circa 31 milioni di euro.

Secondo gli investigatori, coordinati dalla procura di Nuoro, il gruppo aveva un ruolo di primo piano in Sardegna nella coltivazione della marijuana che è risultata avere un Thc tra il 3% e l'11%, secondo le rilevazioni effettuate dai Ris dopo il sequestro di due piantagioni, una più grande e una più piccola. I carabinieri hanno anche scoperto un approvvigionamento illecito da una sorgente idrica appartenente al gestore idrico regionale

Numeri senza precedenti a livello nazionale

Per comprendere le dimensioni dell’operazione, basta un confronto con i dati ufficiali del Ministero dell’Interno: il numero di piante sequestrate equivale a circa un quarto di tutta la produzione regionale di canapa del 2024 e a circa un sesto di quella nazionale nello stesso anno.

Un dato ancora più significativo se si considera che 25.000 piante superano l’intero numero di piante sequestrate nel 2024 in tutta la Calabria, seconda regione in Italia per questo tipo di fenomeno dopo la Sardegna. IL VIDEO