Non solo un aumento del fondo unico degli enti locali, ma soprattutto entrate regionali programmabili e sicure. È la richiesta emersa dall’Aula del Consiglio regionale della Sardegna, dove questa mattina il Consiglio delle autonomie locali si è riunito in seduta congiunta con l’Assemblea per l’appuntamento annuale sullo stato delle autonomie, previsto dalla legge regionale 1 del 2005.

Il confronto si è svolto alla vigilia dell’avvio della discussione generale sulla legge di Stabilità da 11,6 miliardi e ha acceso il dibattito sulle difficoltà finanziarie dei Comuni e sulla loro capacità di garantire i servizi.

"Gli enti locali sardi si stanno stancando di stare finanziariamente al traino della Regione che tiene i cordoni della borsa", afferma Alberto Urpi, sindaco di Sanluri e consigliere regionale di Sardegna al centro 20Venti. Per Urpi serve "un meccanismo di adeguamento continuativo, almeno triennale, un patto tra le due istituzioni che comunicano a priori risorse e meccanismi certi".

Sulla stessa linea Ignazio Locci, presidente del Cal e sindaco di Sant’Antioco: "le risorse della Regione devono essere incrementate e devono essere strutturali, con una certezza di programmazione". Ma il nodo, per Locci, riguarda anche sanità territoriale, spopolamento, denatalità e scuola, temi da affrontare in modo organico con la Regione.

L’assessore degli Enti locali Francesco Spanedda invita ad approfondire il tema del fondo unico, anche in relazione alle funzioni associate e al ruolo delle Province. Dal fronte del Bilancio, Giuseppe Meloni apre alla possibilità di anticipare risorse ai Comuni: "In queste ore stiamo ragionando se anticipare le risorse per gli enti locali", spiega, chiarendo l’ipotesi di intervenire già in sede di previsione e rinviare altri interventi alla variazione invernale.

Intanto l’Aula ha avviato la discussione generale sulla Finanziaria, in gran parte già definita. Dopo le relazioni di maggioranza e minoranza, il presidente Piero Comandini ha comunicato il calendario dei lavori. Annunciati numerosi emendamenti dal centrodestra, mentre Meloni si dice fiducioso: "io ritengo che ci siano margini per evitare il secondo mese di esercizio provvisorio". Critico Fausto Piga (FdI), che definisce la manovra "una Finanziaria tecnica e non politica". Dal confronto dovranno emergere le risorse, circa 100 milioni, per rispondere alle richieste degli enti locali.