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Il futuro della tappa italiana del Campionato del Mondo Rally accende un duro scontro politico nell'Isola. Al centro del contendere, le manovre relative al possibile addio alla Sardegna in vista del 2027 per fare spazio a Roma. Uno scenario che vede su fronti opposti il consigliere regionale di maggioranza Valdo Di Nolfo e il deputato di Fratelli d'Italia Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti alla Camera.
Ad aprire il fuoco è stato Valdo Di Nolfo, che ha definito la scelta un vero e proprio "scippo politico" ai danni della Sardegna, chiamando direttamente in causa i vertici dell'esecutivo nazionale e dell'ACI: «Si verifica il peggior scenario politico possibile: la tappa italiana del Mondiale Rally viene definitivamente scippata alla Sardegna, nonostante lo straordinario successo dello scorso weekend. Più di vent'anni di storia, investimenti, professionalità e passione cancellati con una scelta che ha tutto il sapore dell'ennesimo schiaffo politico del governo Meloni alla nostra Isola» afferma l’esponente di centrosinistra.
«I compagni di merende tra Presidente Meloni, Ministro Abodi e Larussa jr, al vertice ACI, hanno messo a punto il loro piano. La Regione Sardegna ancora una volta aveva dato tutte le garanzie necessarie, Alghero e la Sardegna hanno dimostrato ancora una volta di essere all'altezza del Mondiale, eppure si è deciso di portare altrove un evento che la nostra Isola ha contribuito a rendere grande. È questo il rispetto che il Governo riserva alla Sardegna? Ricordo che c'è un contratto indica la Sardegna come sede della tappa italiana del Rally, ricordo che la Regione Sardegna con la Presidente Todde ha messo sul tavolo 6 milioni e mezzo di euro e che nelle ultime ore si era trovata una possibile mediazione con la partenza a Roma e le tappe sui meravigliosi sterrati della nostra Isola. Contratto, finanziamenti e mediazioni che servivano per tutelare la Sardegna e i sardi, ma i Ladri d'Italia - Meloni, Abodi e La Russa - avevano già deciso. A questa gentaglia di Governo risponderemo con forza tutti insieme, lavoratori, imprese, albergatori, appassionati e tifosi sardi: il Rally Italia Sardegna appartiene alla storia sportiva di quest'Isola e questo scippo politico non può passare sotto silenzio» conclude Di Nolfo.
La replica di Salvatore Deidda non si è fatta attendere. Il parlamentare di FdI ha respinto le accuse al governo, rimarcando il ruolo decisivo dei promoter internazionali e criticando duramente i toni e l'operato del consigliere regionale: «Manca poco e a fine mandato, quando faremo un bilancio dell’attività in Consiglio regionale, del Consigliere regionale Di Nolfo, che quotidianamente sproloquia su ogni argomento. Oggi commenta sul trasferimento (annunciato) del rally a Roma, attribuendo responsabilità al Governo Meloni quando è già stato detto in mille modi che la politica può poco rispetto alla volontà degli organizzatori del mondiale Rally. Nè la politica nè Aci. Anzi. Sia a livello locale che con Aci nazionale vogliamo lavorare per trovare una soluzione soddisfacente per gli appassionati, consapevoli che la Sardegna offra uno spettacolo irripetibile. Daremo così al consigliere Di Nolfo la possibilità di capire la differenza tra classe dirigente e spettatore, quale è da inizio legislatura, pur essendo nella maggioranza di Governo regionale. Ma qualcuno l’ha avvisato?».






