È latitante da giorni Roberto Arzu, il pregiudicato 59enne di Arzana datosi alla macchia dopo aver forzato il braccialetto elettronico che gli era stato applicati per monitorarne gli spostamenti nell'ambito di un'indagine per traffico di stupefacenti.

CACCIA ALL'UOMO

Indagini e posti di blocco stanno interessando il territorio ogliastrino per cercare di individuare l'uomo che ha fatto perdere le proprie tracce. la caccia all’uomo.

Arzu, che si trovava ai domiciliari per l'omicidio di Beniamino Marongiu, era ora coinvolto in un nuovo processo, accusato di far parte di un'imponente rete responsabile del traffico di sostanze stupefacenti fornite dalle organizzazioni di Calabria e Albania.

In attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione e di fronte al rischio di scontare una condanna a sei anni e mezzo di carcere, Arzu ha preferito far perdere le tracce di sé e, poche ore prima della sentenza, è fuggito.

I carabinieri del Comando provinciale di Nuoro, coadiuvati da tutte le forze dell'ordine, hanno attivato le ricerche a tappeto con il rafforzamento dei controlli su tutto il territorio, con particolare attenzione alle zone dell'Ogliastra, della Barbagia e ai porti e aeroporti dell'isola.

OMICIDIO MARONGIU

Roberto Arzu, come detto, si trovava agli arresti domiciliari per l’omicidio di un altro pluripregiudicato, Vincenzo Beniamino Marongiu, freddato a 52 anni con numerosi colpi di pistola davanti a un bar in piazza Roma ad Arzana, alle 9 del mattino, dopo aver ordinato dei caffè da asporto.

Insieme al fratello Sergio, 65 anni, e al figlio 26enne di questi, Gianluca, Roberto è accusato di favoreggiamento per aver supportato l'esecutore materiale del delitto, individuato in un terzo fratello, Sandro.

Quest'ultimo, dopo due anni di latitanza, era stato intercettato dagli inquirenti a Cagliari e trasferito nel carcere di Uta, dove si era tolto la vita in cella l’8 giugno del 2025. Sandro Arzu aveva lasciato un biglietto nel quale chiedeva perdono per le sofferenze causate e si assumeva la responsabilità delle accuse, cercando così di scagionare i familiari.