"Una vergogna burocratica che si traduce nella negazione di un diritto fondamentale, il diritto alla vita”. Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Sorgia sottolinea "la paradossale situazione dei litorali sardi in vista della prossima stagione balneare".

L'onorevole parla di "4,5 milioni di euro destinati ai Comuni per l'accessibilità delle spiagge, annunciati dalla Regione ma di fatto mai erogati".

Per far luce su questa situazione, l'esponente di Fratelli d'Italia ha depositato oggi un'interrogazione urgente a risposta scritta rivolta al Presidente della Regione e all'Assessore competente.

"Come emerso anche dalle recenti denunce delle associazioni del terzo settore sulla stampa locale, le risorse, fondamentali per l'acquisto e l'installazione di passerelle, sedie JOB, percorsi tattili e servizi igienici dedicati alle persone con disabilità, sono rimaste incagliate nelle maglie della burocrazia regionale - spiega Sorgia -. Il risultato è che i Comuni costieri, già alle prese con bilanci in sofferenza, si trovano privi dei mezzi necessari per adeguare tempestivamente i propri litorali".

"È inaccettabile - continua il consigliere regionale - che, alle porte della stagione estiva, le amministrazioni comunali siano lasciate sole e senza i fondi promessi. Non stiamo parlando di un semplice ritardo amministrativo, ma di una palese violazione dei diritti delle persone con disabilità motorie e sensoriali, a cui di fatto viene precluso l'accesso al mare. La Sardegna vuole e deve essere una terra accogliente e inclusiva per tutti, cittadini e turisti, non un percorso a ostacoli”.

Attraverso l'interrogazione, Sorgia chiede alla Giunta di chiarire "immediatamente quali siano i motivi tecnici e burocratici che hanno paralizzato lo stanziamento; quali azioni d'urgenza verranno attuate per sbloccare i fondi entro pochi giorni e di condividere con tutto il consiglio un cronoprogramma definitivo che permetta ai Sindaci di far partire i lavori senza ulteriori indugi".

"Non ci accontenteremo di rassicurazioni di facciata o di scaricabarile tra uffici, i 4,5 milioni devono arrivare nelle casse dei Comuni sardi immediatamente. Il diritto all'inclusione non può aspettare i tempi della burocrazia” conclude Sorgia.