La protesta odierna davanti all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari riaccende l’attenzione sulla sanità sarda. Nella giornata di oggi, martedì 13 ottobre 2026, lavoratori, operatori sanitari e rappresentanti sindacali hanno organizzato un presidio e un sit-in, ricorrendo anche al gesto simbolico di incatenarsi e imbavagliarsi per denunciare le condizioni in cui si trovano a operare.

Sulla mobilitazione è intervenuto il consigliere regionale Alessandro Sorgia, di Fratelli d’Italia, che ha espresso solidarietà al personale e chiesto alla Giunta regionale risposte immediate, "Desidero esprimere la mia più viva, sincera e assoluta solidarietà ai lavoratori, agli operatori sanitari e ai dirigenti dei sindacati che in data odierna hanno dato vita a una coraggiosa, accorata e partecipata manifestazione di protesta, un presidio e un sit-in davanti all’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari. La scelta forte e dirompente di incatenarsi e imbavagliarsi simbolicamente rappresenta un grido d'allarme, un appello disperato e una denuncia inequivocabile delle condizioni sempre più critiche, precarie, disastrose e insostenibili in cui versa la sanità cagliaritana".

"È inaccettabile, intollerabile e inconcepibile - prosegue Sorgia - che al centro di questa mobilitazione vi siano condizioni lavorative gravose e difficili, carenze organizzative strutturali, il reiterato mancato riconoscimento e la negazione di fondamentali istituti contrattuali, uniti a un progressivo, inarrestabile e costante deterioramento o peggioramento delle relazioni sindacali. Il clima aziendale, definito a giusta ragione 'preoccupante', ostile e teso dai sindacati, non è degno di un sistema civile. A ciò si sommano voci, indiscrezioni e segnalazioni allarmanti relative a presunti comportamenti discriminatori, tentativi di condizionamento, pressioni e iniziative subdole e maldestre, evidentemente finalizzate a limitare, ostacolare o reprimere la libertà sindacale, screditando e delegittimando chi rappresenta i lavoratori".

"Come giustamente evidenziato, rimarcato e ricordato dai sindacati, ci troviamo di fronte a un paradosso, un'assurdità e una palese contraddizione, peraltro certificata dai dati della Fondazione GIMBE - incalza il consigliere di FdI -: la Sardegna vanta e possiede una dotazione di medici dipendenti superiore alla media nazionale e ingenti, copiose risorse finanziarie destinate al comparto, ma al contempo registra il più elevato, drammatico e preoccupante livello di rinuncia alle cure da parte dei cittadini. Questo quadro certifica, dimostra e palesa che il problema cruciale, il nodo centrale e la questione dirimente non risiedono unicamente nella mancanza di fondi, bensì nell'incapacità gestionale, nella governance inadeguata, inefficace e nell'assenza di programmazione delle Aziende".

Il consigliere chiede quindi un intervento della Regione, "Il tempo delle promesse, dei proclami, delle dichiarazioni d'intenti e degli annunci è inesorabilmente scaduto, terminato e giunto al capolinea. Non ci si governa con incarichi ad interim prolungati all'infinito, temporanei e provvisori, o con semplici palliativi. La politica, le istituzioni e l'amministrazione regionale devono ascoltare, recepire e accogliere il monito di chi opera in trincea ogni giorno. Chiedo, domando ed esigo che si ripristino immediatamente relazioni sindacali corrette, leali e trasparenti, garantendo il rispetto degli accordi, valorizzando il personale e restituendo efficienza, funzionalità e dignità ai servizi sanitari pubblici. Noi siamo e saremo sempre dalla parte dei lavoratori e del diritto alla salute dei cittadini: non arretreremo di un millimetro, non cederemo, non accetteremo silenzi o rinvii e, soprattutto, non ci faremo intimidire né imbavagliare da nessuno", conclude Alessandro Sorgia.