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Lo avevano annunciato nei giorni scorsi in Aula e ora la richiesta è stata formalizzata. I gruppi del centrodestra in Consiglio regionale hanno depositato l’istanza per la convocazione di una seduta straordinaria dell’assemblea, affinché la presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità Alessandra Todde riferisca sulla situazione del sistema sanitario dell’Isola.
Nel documento, indirizzato al presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e presentato ai sensi dell’articolo 54 del regolamento dell’assemblea, i firmatari parlano delle «condizioni critiche in cui versa il sistema sanitario sardo ormai da diversi anni», sottolineando la necessità di «interventi riorganizzativi strutturali che a 24 mesi dalle elezioni regionali ancora non è dato conoscere», come spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu.
La richiesta, sottoscritta da tutti i capigruppo del centrodestra, riguarda diversi aspetti della gestione sanitaria: «non solo il caos organizzativo che ha generato con le sue scelte, ma anche alla situazione complessiva del pronto soccorso, alle difficoltà degli ospedali e della medicina territoriale», chiarisce Truzzu.
Nel testo si sottolinea inoltre che «il diritto alla salute non può essere compromesso da carenze organizzative, atti di nomina dichiarati incostituzionali ovvero da misure commissariali adottate in assenza di un pieno confronto con il Consiglio regionale, organo rappresentativo della volontà dei cittadini sardi». Per le opposizioni il quadro è «di straordinaria gravità e urgenza» e richiede quindi un confronto tempestivo in Aula.
Sulla vicenda dei ricorsi al Consiglio di Stato presentati dagli ex manager delle Asl di Cagliari e Olbia contro le delibere di nomina della giunta regionale interviene anche il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Fausto Piga: «Nell'ultimo anno la presidente Todde ha voluto fare tutta da sola e non ne ha azzeccata una - attacca Piga -. Siamo di fronte a un delirio presidenziale senza precedenti. Era chiaro a tutti che il commissariamento dei dg andava contro la legge e che avrebbe aperto contenziosi eppure si è andati avanti con una condotta politica scellerata, le casse regionali, quindi i soldi di tutti i sardi, dovranno risarcire i danni creati dalla politica pressappochista della Todde e compagni, tuttavia ci auguriamo che chi ha sbagliato risarcisca a sua volta la Regione, paghi di tasca i danni creati e non con i soldi dei sardi perché non si tratta di un errore in buona fede, ma di andarsele a cercare».






