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Un'ora e mezza di colloquio all'interno del carcere di Bollate per ribadire la propria vicinanza politica e umana. Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha fatto visita a Mario Roggero, il gioielliere condannato per l'omicidio dei rapinatori che avevano assaltato la sua attività.
“Sta bene. E ci tiene a farlo sapere: dorme, mangia, studia, legge. Ci tiene a farlo sapere che sta bene. Abbiamo parlato di tutto. Di cosa succede ora e cosa può succedere nel futuro: può rimettersi in gioco. Ritiene, a mio avviso giustamente, essere vittima di un’ingiusta aggressione. Sarei orgoglioso di candidarlo a rappresentare gli italiani” ha riferito Salvini ai giornalisti, all'uscita dall'istituto penitenziario milanese.
La visita del ministro è stata accompagnata all'esterno del carcere da un presidio di solidarietà organizzato dai giovani della Lega. L'iniziativa si inserisce nel più ampio movimento di sostegno attivato dal centrodestra, che ha promosso una raccolta di firme a supporto della richiesta di grazia presentata ufficialmente dalla moglie del gioielliere. Su tale istanza, come confermato dalle cronache politiche, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha già provveduto ad aprire una formale istruttoria ministeriale.
“Non ci sono stati attacchi nei confronti di nessuno. Noi non facciamo pressioni. Sua moglie ha chiesto la grazia e, a mio avviso, ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente dal presidente della Repubblica nei tempi e nei modi che vorrà. Perché è lui l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti” ha precisato Salvini.







