Duro intervento del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni dopo quanto accaduto il 28 aprile durante la cerimonia di “Sa Die de sa Sardigna” in Consiglio regionale. Nel corso dell’esecuzione dell’Inno di Mameli, un uomo ha esposto una bandiera indipendentista con atteggiamento provocatorio, tenendo anche un sigaro in bocca all’interno dell’Aula.

Il silenzio della Presidente Alessandra Todde di fronte a un gesto così grave e oltraggioso è semplicemente inaccettabile.” afferma Meloni, che definisce l’episodio “un atto volgare, irridente e offensivo, consumato nel cuore delle Istituzioni sarde, in un momento solenne e alla presenza di autorità civili e religiose. Un comportamento che non colpisce solo un simbolo nazionale, ma ferisce la dignità dell’intero Consiglio regionale e del popolo sardo”.

Secondo il consigliere, a rendere ancora più delicata la vicenda sarebbe anche la rivendicazione dell’episodio sui social da parte del movimento indipendentista coinvolto. “Ma ciò che desta sconcerto è soprattutto il silenzio assordante della Presidente della Regione, che a oggi non ha ritenuto di spendere una sola parola di condanna” continua.

Meloni sottolinea inoltre come “il leader di quel movimento faccia parte dello staff tecnico della Presidenza”, chiedendo chiarimenti sul punto. “Chi ricopre ruoli istituzionali, ancor più se direttamente collegati alla Presidenza, ha il dovere di mantenere comportamenti improntati al rispetto delle Istituzioni e dei simboli della Repubblica”.

Il rispetto dell’Inno nazionale e delle Istituzioni e dell’Unità nazionale non è negoziabile. Non esistono giustificazioni politiche o ideologiche che possano tollerare simili derive. Neppure l’esigenza di tenere in piedi lo sgangherato Campo Largo in sala sarda. Per questo ho presenterò un’interrogazione, chiedendo alla Presidente Todde di chiarire immediatamente la propria posizione e di assumere provvedimenti conseguenti, come la revoca immediata dell’incarico di consulenza a chi non ama l’Italia, ma non disdegna certo i lauti emolumenti pagati grazie alle tasse degli Italiani. Tacere, significa legittimare. E chi guida una Regione non può permetterselo” conclude Meloni.