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Ampliare gli strumenti contro lo spopolamento e rendere più accessibili gli incentivi per chi lavora nei piccoli centri. È questa la linea della proposta di delibera presentata dall’assessore Giuseppe Meloni e approvata dalla Giunta, che aggiorna le direttive attuative dell’articolo 13 della legge regionale 3/2022, come rivisto dalla legge di stabilità 2026.
Il provvedimento interviene sul credito d’imposta, l’agevolazione che consente a imprese, autonomi e professionisti di compensare parte delle imposte dovute. La modifica principale riguarda l’estensione ai Comuni con meno di 5mila abitanti, superando la soglia precedente dei 3mila residenti fissata al 2020. Il nuovo criterio sarà aggiornato di anno in anno, seguendo l’andamento demografico.
Con i dati al 31 dicembre 2024, l’allargamento coinvolge anche 38 Comuni tra i 3mila e i 5mila abitanti, che si aggiungono ai 278 già inclusi. Un ampliamento che aumenta il numero di potenziali beneficiari, pur restando vincolato ai requisiti previsti.
"Questa proposta, che riguarda le iniziative produttive nuove o esistenti - dichiara l'assessore Giuseppe Meloni - è una scelta politica chiara: contrastare lo spopolamento significa creare le condizioni affinché, nei piccoli Comuni, un'impresa possa continuare a investire, o chi apre un'attività o porta avanti una professione possa farlo col giusto sostegno. Con l'estensione della soglia ai comuni fino a 5.000 abitanti allarghiamo la possibilità di accesso a una misura che realmente agevola le attività produttive dei territori. È una scelta coerente con il nostro programma di governo e con l'impegno assunto per rendere abitabili tutti i territori dell'isola, a partire da quelli più fragili. Ogni attività che resta aperta - continua l'assessore - ogni professionista che continua a operare in un paese, contribuisce a tenere viva una comunità. Per questo dobbiamo rendere gli strumenti regionali più accessibili, più aggiornati e capaci di rispondere alle necessità reali".
Tra le novità anche un diverso parametro di calcolo per le società di persone: il contributo potrà arrivare al 40% considerando l’Irpef versata dai soci, a determinate condizioni. L’attuazione sarà gestita dall’Agenzia Sarda delle Entrate e dalla Direzione generale dei Servizi finanziari, anche in raccordo con l’Agenzia delle Entrate.






