L'esame del disegno di legge che riguarda la riforma del Sistema regionale di Protezione civile della Sardegna è stato avviato nella mattina di oggi, lunedì 16 febbraio, durante la seduta del Consiglio regionale. Le Commissioni I e IV, presiedute rispettivamente dagli onorevoli Corrias e Li Gioi, si sono riunite congiuntamente per discutere il provvedimento presentato dall'assessora regionale della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi.

Questo disegno di legge ha l'obiettivo di rivedere in modo completo le normative esistenti, unificando in un unico testo le disposizioni. L'attuale quadro legislativo regionale è datato al 1989 e necessita, secondo gli assessori, di essere aggiornato per adeguarsi ai cambiamenti storici, istituzionali e tecnologici avvenuti nel frattempo. L'obiettivo principale è garantire alla Regione una normativa chiara, coerente e aggiornata che agevoli l'individuazione delle competenze, degli strumenti e delle procedure necessarie, nonché rafforzi il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali.

“Con questo disegno di legge - ha dichiarato l’assessora Laconi - compiamo un passo decisivo nel potenziamento e nell’ammodernamento di un sistema che già oggi rappresenta una delle realtà più efficienti e performanti del Paese. Negli ultimi decenni lo scenario dei rischi è profondamente cambiato e gli eventi estremi si manifestano con frequenza e intensità crescenti, rendendo necessario un sistema di protezione civile pienamente adeguato alle sfide del presente. Vogliamo consolidarne i punti di forza e accrescerne la capacità operativa, affinché la Protezione civile regionale sia sempre più pronta, integrata e responsabile nella prevenzione e nella gestione delle emergenze”.

Durante la presentazione, Laconi ha sottolineato come il recente quadro normativo sia stato sviluppato considerando le specificità culturali, sociali e geografiche della Sardegna e la sua condizione di isola, fattori che influenzano notevolmente l'organizzazione dei servizi e la gestione delle situazioni di emergenza.

Il documento descrive un Sistema regionale armonizzato con il contesto nazionale ed europeo, capace di svolgere in modo autonomo le funzioni di previsione, prevenzione e pianificazione in tempi normali e garantire decisioni tempestive e coordinamento operativo durante le crisi, sia dovute a eventi naturali che di origine umana.

Tra le principali novità introdotte c'è la creazione della Scuola regionale di protezione civile, che mira a formare e aggiornare costantemente i soggetti coinvolti nel Sistema regionale. La Scuola coinvolgerà l'intera rete istituzionale e operativa - dalle autorità di governo e di comando alla componente tecnica e al volontariato organizzato - con l'obiettivo di stabilire standard comuni, linguaggi condivisi e competenze integrate. In un contesto dove il numero di attori coinvolti e l'incidenza di emergenze, anche legate al cambiamento climatico, sono in costante aumento, la formazione continua diventa uno strumento fondamentale per garantire l'efficacia e la protezione delle comunità.

Il disegno di legge definisce inoltre in modo puntuale ruoli e responsabilità nelle diverse fasi dell’emergenza, chiarendo le competenze decisionali e operative lungo l’intera filiera dell’intervento. “La chiarezza delle competenze e delle responsabilità - ha sottolineato l’assessora - è condizione imprescindibile per garantire tempestività, efficacia e trasparenza nell’azione pubblica. Un sistema moderno di protezione civile deve poter contare su regole certe, su una catena decisionale definita e su professionalità costantemente aggiornate, in grado di operare in modo coeso a tutela delle comunità”.

Nel corso dei lavori è intervenuto il Direttore generale della Protezione civile, Mauro Merella, che ha ripercorso l’evoluzione della disciplina regionale a partire dalla legge regionale n. 3 del 1989, evidenziando il progressivo rafforzamento organizzativo e operativo del sistema e la crescente complessità delle funzioni esercitate. In questo quadro, l’aggiornamento della cornice normativa si colloca in coerenza con il Codice nazionale della protezione civile (decreto legislativo n. 1 del 2018) e con il quadro multilivello europeo, recependone principi e modelli organizzativi e adattandoli alle specificità della realtà sarda.

“Negli ultimi anni - ha dichiarato Merella - il quadro climatico e ambientale è cambiato in modo evidente e preoccupante. Ondate di calore, siccità prolungate, incendi di vasta estensione e alluvioni sempre più frequenti non rappresentano più eventi isolati, ma fenomeni ricorrenti. A tali fenomeni si affiancano altre emergenze, come quelle sanitarie e le crisi legate ai conflitti internazionali, che incidono sulla capacità di risposta dei territori. Di fronte a uno scenario così complesso, i sistemi di protezione civile hanno dovuto evolversi rapidamente, rafforzando strumenti e organizzazione. Anche in Sardegna il sistema regionale si è progressivamente adattato alle nuove sfide, potenziando le attività di previsione, prevenzione e risposta; proprio per questo l’aggiornamento della cornice normativa, ferma al 1989, si rende oggi necessario per allinearla a un modello moderno, multilivello e orientato alla gestione integrata dei rischi”.

L’assessora Laconi ha voluto ringraziare i Commissari per il confronto svolto e per il clima di collaborazione emerso nel dibattito, assicurando la piena disponibilità a valutare le proposte migliorative, con particolare attenzione al ruolo del volontariato, componente essenziale del Sistema regionale di protezione civile.