Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto sul Ponte sullo Stretto, il senatore del Partito democratico, Marco Meloni, è intervenuto criticando le priorità dell’esecutivo, con particolare riferimento alla situazione del Mezzogiorno e delle Isole.

"In Sardegna, Sicilia e Calabria centinaia di famiglie e imprese aspettano disperatamente una risposta agli immensi danni provocati dal ciclone Harry. Invece secondo il governo di Giorgia Meloni, sventata - fortunatamente e grazie al Presidente Mattarella - l’ipotesi di un supercommissario onnipotente e di un progetto libero da vincoli contabili, come mai si era visto prima d’ora, la priorità adesso è andare avanti sul Ponte sullo Stretto", ha dichiarato il senatore, commentando il via libera al provvedimento.

Nel suo intervento, Meloni ha espresso una valutazione fortemente critica sulla scelta di concentrare risorse sull’opera infrastrutturale, sostenendo che "Giorgia Meloni ha dunque deciso consapevolmente di blindare miliardi su una sola opera - inutile e divisiva - mentre la Calabria e le isole sono lasciate sole». «Ogni giorno che passa diventa sempre più evidente che questo governo ha abbandonato il Sud, la Sicilia e la Sardegna al loro destino", ha concluso.

Le osservazioni del senatore dem si inseriscono in un quadro più ampio di critiche rivolte anche al disegno di legge sull’Autonomia differenziata e ai Livelli essenziali di prestazione (LEP), dopo il parere negativo espresso dalla Conferenza delle Regioni.

"Il NO unanime della Conferenza delle Regioni al disegno di legge sui Livelli essenziali di prestazione conferma, dopo le tante audizioni parlamentari, l’inadeguatezza di una norma che tradisce il suo obiettivo fondamentale: garantire diritti civili e sociali uguali per tutte e tutti, indipendentemente dal territorio di residenza", afferma Meloni in una nota.

Secondo il senatore, "Il Governo insiste nel voler accelerare un progetto sbagliato di Autonomia differenziata, spacciando come strumento per superare i divari territoriali un intervento che condanna definitivamente i territori in ritardo, specie nelle aree interne, nel Sud e nelle Isole, a un futuro di arretratezza e sottosviluppo".

Nel dettaglio, Meloni evidenzia che "Mancano tempistiche adeguate per rivedere i LEP esistenti e definirne di nuovi, oltre ad ambiti fondamentali come la sanità, per cui è necessaria la definizione dei livelli essenziali di prestazione". Allo stesso tempo, aggiunge, "non ci sono risorse adeguate e un fondo perequativo capace di colmare i gap tra i livelli di prestazione di partenza e quelli fissati e tra territori, anche all’interno delle singole regioni".

"Il Governo fermi questo scempio che non fa che moltiplicare le distanze e le diseguaglianze", conclude il senatore.

Il confronto politico sul Ponte sullo Stretto, sull’Autonomia differenziata e sui Livelli essenziali di prestazione resta dunque aperto, con posizioni contrapposte tra maggioranza, opposizioni e Regioni, e con ricadute rilevanti sul futuro assetto dei servizi e delle politiche di coesione territoriale.