La tensione interna al campo largo sardo, emersa nelle ultime settimane per le nomine alle Asl e le assenze degli assessori democratici in giunta, sembra attenuarsi dopo la direzione regionale del Pd a Oristano. L’incontro della serata odierna ha infatti approvato la linea del segretario regionale Silvio Lai, che ha ribadito come “non c’è stato uno strappo politico con la presidente Alessandra Todde e M5s”.

“Noi non stiamo provocando una crisi, perché sarebbe irresponsabile. Il giorno che sarà necessario aprire una crisi lo faremo dichiarandolo. Quello che serve, quello che stiamo chiedendo è un confronto serio - ha detto Lai nella sua relazione -. La presidente Todde ha detto che bisogna difendere il campo progressista e restare coerenti al programma elettorale. Io condivido questa affermazione. Difendere il campo progressista è un dovere e noi ne siamo convinti, siamo noi che siamo unitari in tutta la Sardegna, anche testardamente. Ma difenderlo non significa evitare le discussioni. Significa farle bene”.

Il segretario dem ha poi rivolto una mano tesa alla governatrice e al suo partito: “non esiste un problema di compatibilità tra PD e M5S, né tra il PD e i sindaci di altre forze politiche, nè tra il PD e gli altri partiti della coalizione”. Sulla questione delle nomine Lai ha sottolineato: “Noi non abbiamo mai posto questioni di appartenenza. Abbiamo posto questioni di coerenza con le sentenze e di professionalità adeguate”.

Dalla direzione regionale emerge quindi “la piena volontà di difendere e rafforzare il campo largo e progressista, nato in Sardegna e oggi esperienza positiva in molte città dell’isola, da Cagliari a Sassari, da Nuoro ad Alghero con sindaci differenti per appartenenza e proposta politica”. I dem hanno però ricordato che “la coesione della coalizione richiede reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche”.

Il Pd chiede quindi agli alleati, dopo due anni di legislatura, un confronto serrato per “un bilancio di metà mandato sui risultati importanti che si sono raggiunti come su quelli ancora da raggiungere nei prossimi tre anni”, anche in vista delle prossime amministrative a Tempio Pausania e Porto Torres, a Quartu Sant’Elena nel 2026 e, nel 2027, a Carbonia, Oristano e Olbia.