Domani, sabato 28 febbraio, a Cagliari si svolgerà una mobilitazione contro quella che è stata definita “la nuova servitù carceraria”. L’appuntamento è fissato per le ore 11:00 in piazza Palazzo, davanti alla sede della Prefettura.

La protesta è stata lanciata dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, con l'obiettivo di contestare “la decisione del Governo di destinare all’Isola tre dei sette istituti penitenziari italiani esclusivamente dedicati al regime di 41-bis”.

Secondo la nota diffusa dagli organizzatori, si tratta di una scelta “sproporzionata e calata dall’alto, che assegna alla Sardegna quasi la metà del sistema nazionale di massima sicurezza, senza un adeguato confronto istituzionale e senza una valutazione pubblica degli impatti sociali ed economici”.

Viene sottolineato inoltre come “non è in discussione la lotta alla criminalità organizzata, ma il principio di equità e di rispetto dell’autonomia speciale”.

Tra le richieste che saranno portate in piazza, “la sospensione delle decisioni esecutive, l’apertura di un tavolo Stato-Regione e criteri nazionali equi nella distribuzione delle strutture di massima sicurezza. La Sardegna non chiede privilegi. Chiede rispetto”, spiegano gli organizzatori.

Alla manifestazione di domani hanno aderito 117 comuni della Sardegna, oltre al mondo dell’associazionismo e personalità del mondo della cultura. È prevista la partecipazione del presidente del Consiglio Regionale, dei partiti e dei comitati. Nelle ultime ore cresce anche la presenza di cittadini, associazioni, organizzazioni sindacali, realtà produttive, culturali e del mondo studentesco, in quella che si annuncia come una protesta ampia e trasversale, capace di unire territori e comunità.

LA PRESIDENTE ALESSANDRA TODDE: "MOBILITAZIONE PACIFICA"

“Domani sarà una mobilitazione ampia, democratica, pacifica e senza bandiere di partito. Perché non è una battaglia di parte ma una richiesta condivisa di rispetto per la Sardegna e per la sua autonomia. Non chiediamo privilegi ma rispetto, proporzionalità e responsabilità condivisa”.

Lo ha dichiarato la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde.

“La manifestazione di domani è un appuntamento che riguarda il presente e il futuro della nostra comunità, il rispetto della nostra autonomia e la tutela del nostro territorio”, ha evidenziato  Todde, che poi ha lanciato un appello: “mobilitiamoci tutte e tutti per opporci a una scelta che si rivelerebbe deleteria per la Sardegna, visti i rischi concreti che riguardano la sicurezza dei territori, l’impatto sull’economia locale, sulla sanità pubblica finanziata interamente dai sardi e sul sistema penitenziario ordinario”.

MARCO MELONI (PD): "NO ALLA SARDEGNA ISOLA-CARCERE E NO AL REFERENDUM"

"Oggi il ministro Nordio ammette che il trasferimento in Sardegna di oltre un terzo dei detenuti italiani in 41 bis proseguirà con crescente intensità. Dopo i 92 trasferimenti a Uta, sarà dunque la volta del carcere di Badu 'e Carros a Nuoro che, in modo del tutto imprevisto e senza alcuna programmazione, cambierà radicalmente natura. Nordio, dopo aver rassicurato per mesi la Regione Sardegna, affermando che nulla era deciso e che comunque ci sarebbe stato un confronto con i rappresentanti territoriali, cambia totalmente registro, accampando confuse ragioni tecniche. Non è certo la prima volta che si contraddice platealmente, ma stavolta deve sapere che sarà la piazza di domani a Cagliari e il sentimento di un’intera Regione a opporsi con tutta l’energia possibile a un provvedimento che ha un peso politico e deve essere affrontato politicamente: far sopportare a una sola regione il peso insostenibile di oltre un terzo del totale dei detenuti più pericolosi d’Italia è insensato, assai pericoloso e viola un preciso dettato costituzionale, il quale dal 2022 afferma che lo Stato deve agire per rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità, e non arrecare un ulteriore danno - questa volta irreparabile - alla Sardegna.

L’atteggiamento irriguardoso e sleale del ministro Nordio è una ragione in più per essere in tantissimi, domani in piazza Palazzo a Cagliari, alla manifestazione lanciata dalla presidente della Regione Alessandra Todde, e per unire a questa mobilitazione quella per il NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Quel giorno noi cittadini e cittadine della Sardegna voteremo NO non solo alla cancellazione dell’autonomia della magistratura e al disegno autoritario del governo di Giorgia Meloni, ma anche alla prospettiva che la nostra terra diventi una isola-carcere di ottocentesca memoria", sono state le parole del senatore sardo del Pd, Marco Meloni, in una nota.

LE ASSOCIAZIONI: "EFFETTI NON TRASCURABILI SUL PIANO ECONOMICO E SOCIALE"

Confindustria Sardegna e varie associazioni di categoria regionali, tra cui Confapi, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Coldiretti, hanno espresso le proprie valutazioni riguardo alla proposta di trasferire i detenuti sottoposti al regime 41-bis presso gli istituti penitenziari dell'Isola, evidenziando alcune considerazioni in merito a questa ipotesi.

"La Sardegna, per la sua peculiare condizione geografica e infrastrutturale - si legge in una nota - sostiene già un carico significativo derivante dalla presenza di diverse strutture detentive di alta sicurezza. L'eventuale incremento di detenuti in regime di 41-bis rischierebbe di produrre effetti non trascurabili sul piano economico e sociale, incidendo su un territorio fragile ma che tenta con determinazione di avviare un processo di sviluppo volto ad attrarre investimenti nei settori ad alto valore aggiunto. Tale attrattività è strettamente collegata alla percezione generale di sicurezza, qualità della vita e stabilità; ogni elemento che possa incidere sull'immagine complessiva del territorio assume un peso determinante. Senza voler mettere in discussione le esigenze dello Stato in materia di sicurezza e contrasto alla criminalità organizzata, obiettivi pienamente condivisibili, si è ritenuto opportuno proporre un confronto istituzionale che tenga conto delle specificità economiche e sociali della Sardegna, nonché dell'impatto complessivo che determinate scelte possono generare sul tessuto produttivo locale, in un'ottica di equa distribuzione territoriale delle responsabilità e degli oneri connessi. Si allega la nota inviata alle istituzioni competenti".