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Una nota sul "progressivo degrado" delle praterie di posidonia oceanica nell’Arcipelago di La Maddalena è stato trasmesso dalla Regione Sardegna al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Il documento è firmato dalla presidente Alessandra Todde e dall’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi, e contiene una richiesta di intervento su cinque fronti di competenza statale.
Al centro della segnalazione c’è la "pressione esercitata dal traffico nautico durante i periodi di maggiore affluenza". Secondo quanto riferito dalla Regione, nei picchi estivi "oltre 6.000 imbarcazioni al giorno hanno interessato le praterie dell’habitat prioritario 1120, concentrandosi soprattutto nelle aree considerate più vulnerabili: Caprera, Spargi, Budelli, Santa Maria e le isole a nord e a sud di Mortorio".
La Regione individua tre principali fattori di pressione. Il primo è rappresentato "dall’ancoraggio sui fondali colonizzati dalla posidonia", che può provocare lo sradicamento e la frammentazione delle praterie. Il secondo riguarda il moto ondoso e la velocità eccessiva delle imbarcazioni, indicati come elementi che possono accentuare l’erosione degli arenili. Il terzo è legato all’aumento della torbidità delle acque e agli scarichi non controllati, che possono ridurre l’attività fotosintetica della pianta.
Secondo la Regione, gli stessi fattori di pressione inciderebbero anche sulle popolazioni residue di Pinna nobilis e sui mammiferi marini presenti nell’area.
"Le misure di conservazione vengono disattese quotidianamente e su larga scala senza conseguenze per il trasgressore - spiega la Regione - Il personale dell'Ente Parco non dispone della qualifica di polizia giudiziaria né di potestà sanzionatoria: può informare e segnalare, non contestare. La vigilanza resta affidata alla Capitaneria di porto e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, con dotazioni non commisurate all'estensione dell'area".
Tra le richieste avanzate dalla Regione figurano la qualifica di polizia giudiziaria per il personale di vigilanza degli enti parco, un sistema di sanzioni ritenuto proporzionato al danno ecologico e il rafforzamento del presidio in mare della Guardia costiera.
"Non stiamo chiedendo nuovi divieti: quelli esistenti sono già più che sufficienti, stiamo chiedendo che qualcuno possa farli rispettare - scrivono Todde e Laconi - Un habitat prioritario europeo non può essere affidato alla buona volontà di chi lo attraversa, e chi lo danneggia non può cavarsela con una sanzione da poche decine di euro. La Sardegna fa la sua parte, ma i poteri di vigilanza e il regime sanzionatorio sono materia statale: su questo chiediamo al Ministro una risposta".
La nota apre dunque un confronto con il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sulla gestione della tutela delle praterie di posidonia e, più in generale, sulla capacità di garantire il rispetto delle misure di conservazione nell’Arcipelago di La Maddalena, in un contesto caratterizzato da una forte pressione turistica e nautica durante la stagione estiva.








