In un quadro economico diverso ma altrettanto delicato, il turismo italiano continua a rappresentare uno dei settori trainanti del Paese. Dopo la forte ripresa post-pandemica e il 2025 da record, il comparto mostra ancora segnali di crescita, seppur con alcune incertezze legate alle tensioni geopolitiche e all’aumento dei costi energetici.

All’assemblea di Federalberghi a Roma, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato il valore strategico del settore, in una fase in cui l’Italia cerca di consolidare la propria attrattività internazionale. “Il turismo è in buona sostanza un pezzo di noi, un pezzo molto significativo di noi. E il valore che genera va ben oltre il 13% di prodotto interno lordo. Il turismo è il comparto che ci identifica e ci caratterizza. E che in qualche maniera racconta al mondo, meglio di qualsiasi altra cosa, cosa significhi essere italiani”.

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha richiamato invece le fragilità del settore, tra abusivismo e lavoro irregolare, oltre alle difficoltà legate alla situazione internazionale, "La grande eccellenza italiana va preservata dagli abusivi che non creano ricchezza, la distruggono, e dai ‘pirati’ che producono sfruttamento e incertezza - ha detto, sottolineando anche le difficoltà legate alle tensioni geopolitiche e al rallentamento delle prenotazioni da alcuni mercati esteri -. Non possiamo permetterci di dare nulla per scontato”, ha aggiunto, chiedendo maggiore supporto da parte delle istituzioni".

Meloni ha comunque evidenziato la tenuta del comparto: “L’Italia continua a scalare la classifica globale dei Paesi più visitati. Il turismo italiano è tornato forte, solido e in salute grazie agli operatori che si sono rimboccati le maniche”, aggiungendo che “lo Stato non crea ricchezza. Il lavoro non si crea per decreto, quello che deve fare lo Stato è mettere gli imprenditori nelle migliori condizioni di competere e produrre ricchezza”.

Infine, uno sguardo al contesto globale sempre più instabile, “è nelle fasi più complicate, per paradosso, che spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi. È la nostra cifra, perché la verità è che noi siamo italiani: accontentarci non fa parte del nostro Dna. E allora non fatelo, perché noi non lo faremo, perché io non lo farò”.