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Tensioni, accuse di paralisi organizzativa e nuova richiesta di congresso nel Partito Sardo d'Azione, coinvolto in una fase di forte crisi interna che si intreccia con le recenti divisioni sulla linea politica tra il segretario Christian Solinas e il presidente Antonio Moro.
In una lettera aperta firmata da segretari e presidenti già in carica (Silvano Cadoni, Giovanni Colli, Giovanni Columbu, Lorenzo Palermo, Efisio Pilleri, Giacomo Sanna ed Efisio Trincas) indirizzata all'assemblea convocata per il 24 maggio a Orgosolo, si denuncia una situazione definita "di grave criticità" sia sul piano organizzativo sia su quello politico.
I firmatari parlano di un partito che "da troppo tempo non riesce a parlare né ai militanti né alla società sarda", evidenziando una progressiva perdita di capacità di iniziativa politica.
Tra le principali criticità, i firmatari denunciano il mancato funzionamento degli organismi interni: "Non sono mai stati nominati la direzione, la Commissione nazionale di garanzia, non sono stati completati gli organismi di tutela finanziaria ed economica". Sottolineata anche l'assenza di una struttura territoriale pienamente operativa e il blocco del tesseramento. "È stato di fatto impedito al Consiglio nazionale di ricostituirsi e riunirsi", si legge ancora nella lettera, che parla di condizioni tali da "mettere in pericolo l'esistenza stessa del Psd'Az.
Sul piano politico, il documento accusa il partito di "silenzio assordante sulle questioni politiche, economiche e sociali che riguardano la Sardegna", con particolare riferimento alla transizione energetica e alle contestazioni contro i progetti eolici, oltre ai rapporti tra Regione, Stato ed Europa.
Critiche anche alla linea politica sintetizzata nello slogan "stare con chi vince", definito nel testo "del tutto opposto ai valori del sardismo", che invece richiamerebbero "la parola chiara e aperta e la ricerca di eventuali alleanze non sulla scorta del silenzio, ma sulla base della maggiore condivisione dei programmi".
La lettera si chiude con un appello alla ripartenza e alla convocazione di un congresso: "È indispensabile un nuovo Congresso, da farsi con regole che garantiscano tutti, e per la creazione di una classe dirigente nuova, giovane, sinceramente indipendentista".







