"Il Governo sta preparando un decreto che esclude la Sardegna dai fondi Pnrr destinati al personale della scuola. Non è un errore tecnico. È una scelta che colpisce direttamente studentesse e studenti sardi, docenti, personale ATA e comunità già segnate da isolamento geografico, calo demografico e fragilità strutturali".

Sono le parole della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, in merito all’articolo 19 del provvedimento del Governo che vedrebbe l’Isola esclusa dalla ripartizione delle risorse PNRR per la scuola. "La motivazione addotta è che la Regione non avrebbe adottato in autonomia il piano di dimensionamento scolastico nazionale – evidenzia la presidente – ma si omette un fatto decisivo: negli ultimi tre anni il ridimensionamento in Sardegna è stato realizzato in larga parte attraverso commissariamenti ministeriali".

La governatrice evidenzia inoltre come in questo periodo la Sardegna abbia perso 38 autonomie scolastiche, cui se ne aggiungono altre 9 tagliate quest’anno. "Ora lo stesso Stato pretende di punire la Sardegna per scelte che ha imposto, usando i fondi PNRR come strumento di pressione istituzionale. Questo significa meno personale nelle scuole. Meno servizi. Meno supporto agli studenti. Meno qualità dell’offerta formativa. È un attacco diretto al diritto allo studio".

"Pretendiamo il ritiro immediato di questa impostazione e il pieno accesso della Sardegna alle risorse per il personale scolastico - conclude la presidente - ogni altra strada è una discriminazione inaccettabile".

Già ieri, giovedì 5 febbraio, l'assessora regionale della Pubblica istruzione, Ilaria Portas, a proposito dell'articolo 19 del decreto sul Pnrr, ha affermato: "Dopo aver accorpato 38 autonomie scolastiche negli ultimi tre anni e altre 9 quest'anno per mano del commissario ministeriale, il Governo avrebbe deciso di danneggiare ulteriormente gli studenti non consentendo alle autonomie scolastiche sarde di accedere ai fondi destinati al personale docente e Ata".