Questo pomeriggio la Presidente della Regione, Alessandra Todde, in qualità di Commissario delegato per l’emergenza nazionale conseguente agli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio regionale a partire dal 19 gennaio 2026, ha presieduto a Cagliari la riunione del Comitato Operativo Regionale (COR), convocata per assicurare il coordinamento tra gli Assessorati, le Direzioni generali, le Agenzie e gli enti del sistema Regione.

Nel corso della riunione, la governatrice ha fatto il punto sugli interventi per fronteggiare l’emergenza regionale provocata dal ciclone Harry e dal protrarsi del forte maltempo che ha investito la Sardegna L’incontro ha consentito di esaminare il quadro complessivo dell’emergenza, articolata su due livelli – nazionale e regionale – e le attività già poste in essere, nonché le misure in corso di definizione per garantire risposte tempestive ai territori colpiti.

“È stato definito un piano di lavoro e una struttura organizzativa che coinvolge tutti gli Assessorati, le Direzioni generali e gli uffici regionali interessati – ha sottolineato Todde – con l’obiettivo di lavorare con gli enti locali per quantificare esattamente i danni che devono essere ristorati. Abbiamo una prima scadenza per l’invio del piano preliminare al Dipartimento di Protezione Civile, fissata al 5 marzo. In parallelo lavoriamo sulle misure strutturali, integrando le risorse disponibili con altri fondi, come l’FSC, e attivando strumenti nazionali ed europei”.

I Comuni coinvolti erano, secondo una prima stima, 144; successivamente sono stati integrati da ulteriori 27 Comuni con l’ultima Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, per un totale di 171. Di questi, 41 sono Comuni costieri. Oltre agli effetti dell’evento principale, si sono aggiunte le conseguenze di ulteriori fenomeni che, seppur di minore intensità, si sono protratti per settimane, aggravando situazioni già compromesse. Per questo sono in corso interlocuzioni con il Dipartimento affinché si possa valutare un’estensione del periodo da ricomprendere nella dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

Una prima stima complessiva, che include sia il patrimonio pubblico sia i danni ai privati e alle attività produttive (escluso il comparto agricolo), supera i 250 milioni di euro, dato ancora in fase di aggiornamento. La ricognizione dovrà essere completata entro il 13 marzo: Comuni ed enti interessati sono chiamati a trasmettere le segnalazioni attraverso il Sistema Informativo di Protezione Civile (SIPC). Tutte le comunicazioni pervenute alle diverse Direzioni generali dell’Amministrazione regionale dovranno confluire nel SIPC, al fine di garantire uniformità e completezza del quadro conoscitivo.

Sul piano finanziario, a livello nazionale risultano già stanziati 33 milioni di euro per spese correnti e investimenti, con la previsione di ulteriori assegnazioni stabilite nell’ultimo decreto-legge del Governo e a seguito della ricognizione definitiva. A livello regionale, la Giunta ha già attivato 5,5 milioni di euro con la Delibera di dichiarazione dello stato di emergenza regionale e ulteriori 10 milioni stanziati dal Consiglio regionale nel Bilancio della Regione.

“La ricognizione costituisce un presupposto indispensabile per la definizione del Piano degli interventi urgenti, che dovrà essere trasmesso al Dipartimento nazionale della Protezione Civile”, ha dichiarato il direttore generale della Protezione civile regionale, Mauro Merella. “Il Piano aggiunge potrà essere predisposto per stralci e successivamente rimodulato, in relazione all’evoluzione del quadro dei danni e all’assegnazione di ulteriori risorse. L’invio del documento sarà propedeutico anche all’eventuale assegnazione di risorse provenienti dal Fondo di solidarietà dell’Unione Europea”.

È stato inoltre illustrato il funzionamento della struttura commissariale che con Ordinanza del Commissario delegato n. 1 istituisce un’Unità di progetto intersettoriale, composta dalla Direzione generale della Protezione civile che si avvale dalle strutture regionali competenti, chiamate a operare in regime straordinario. I soggetti attuatori saranno individuati caso per caso con il coinvolgimento di: Province, Comuni, Agenzia Forestas, Anas e altri enti competenti. È in corso anche un accordo con le Reti delle professioni tecniche e con l’Ordine dei geologi per garantire supporto ai Comuni nelle attività di sopralluogo e progettazione.

Sono stati anche affrontati i temi relativi al comparto agricolo, con prime segnalazioni di danni per circa 37 milioni di euro, comprensive non solo delle perdite produttive ma anche dei danni strutturali e delle criticità legate al ristagno idrico che ha rallentato le verifiche in campo. È stata evidenziata la necessità di ricomprendere nel perimetro emergenziale tutti gli effetti derivanti dalla sovrapposizione degli eventi; tuttavia, la ricognizione non è ancora stata avviata in attesa della pubblicazione del decreto-legge varato dal Consiglio dei ministri il 18 febbraio. Particolare attenzione è stata infine dedicata all’analisi dei danni subiti dagli stabilimenti balneari, alle problematiche connesse alle coperture assicurative per le mareggiate e alle criticità che hanno interessato le infrastrutture per la connettività in alcune aree del territorio.

La governatrice ha inoltre richiamato l’attenzione sulle misure di prevenzione, che hanno consentito di contenere i danni alle cose senza conseguenze per le persone. “Continueremo a operare in questa direzione, procedendo con gli stanziamenti legati alla chiusura del PNRR e con le risorse dell’FSC, finalizzate a rendere il territorio sempre più resiliente rispetto a fenomeni che, secondo le previsioni, saranno più frequenti in futuro. Penso, ad esempio, al lavoro in corso da parte dell’Assessorato dei Lavori pubblici con ENAS sulle dighe”, ha sottolineato.

Todde ha infine ringraziato l’Assessora della difesa dell’ambiante Rosanna Laconi, il Dipartimento nazionale e la Direzione generale della Protezione civile regionale per l’impegno profuso, “la forte sinergia istituzionale rappresenta la condizione essenziale per assicurare risposte rapide ai territori colpiti e, al contempo, programmare interventi strutturali di prevenzione e mitigazione del rischio per il futuro” ha affermato. “Trasformare l’emergenza in una strategia di lungo periodo è la sfida che abbiamo davanti”, ha concluso la presidente della Regione.