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Alessandro Di Battista torna a parlare del grave problema di salute che lo ha colpito nelle scorse settimane a Cuba e rompe il silenzio sul vortice mediatico scatenatosi durante la sua degenza. In un estratto di un'intervista rilasciata al podcast di Vox Investigazioni, condiviso oggi sui propri canali social, l'ex deputato del Movimento 5 Stelle ha ripercorso le fasi critiche vissute sull'isola caraibica — dove si trovava per la realizzazione di un reportage — soffermandosi in particolare sul pesante impatto emotivo causato dalle false notizie circolate sulle sue condizioni cliniche.
“Io leggevo quello che scrivevano: sta in coma, ha un ictus. E sai che ho pensato a un certo punto? Meno male che mamma è morta, perché se fosse viva e stesse leggendo queste robe qua le sarebbe venuto un coccolone”. Ha detto.
Dopo aver raccontato l'intervento che gli ha salvato la vita, poco prima del rientro in Italia, Di Battista ha parlato del suo rapporto con i social durante il ricovero, quando venivano pubblicate quelle che lui definisce “porcherie”: “Un po' di malessere me l'ha dato, in un momento in cui già mi sentivo un po' fragile emotivamente perché mi sveglio di notte risucchiato da quelli che io chiamo imbuti cosmici, pensieri brutti, pensieri di morte, mi sogno il funerale. E quindi leggere ste porcherie...”.
Quindi l’ex M5s ha aggiunto: “Pensa che quando io ero a Cuba - mia madre è morta qualche anno fa di tumore - a un certo punto i medici mi hanno tolto il cellulare perché non mi faceva bene, poi io magari scrivevo sgrammaticato, ho commentato una cosa di Sorbillo, il pizzaiolo napoletano, che manco ricordo. Ero a rischio che sui social scrivessi una scemenza. Poi mi è stato ridato sotto osservazione e leggevo quello che scrivevano: sta in coma, ha un ictus. E sai che ho pensato a un certo punto? Meno male che mamma è morta perché se fosse viva e stesse leggende queste robe qua le sarebbe venuto un coccolone”.






