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Colpo di scena in Consiglio regionale oggi, giovedì 1° ottobre 2026, durante la seduta statutaria dell'Aula di via Roma a Cagliari. La proposta di sostituire Aldo Aledda, componente esperto della Consulta regionale per l'emigrazione, è stata respinta a scrutinio segreto con 29 voti contrari e 19 favorevoli.
La votazione ha determinato la bocciatura della proposta avanzata dalla Giunta regionale e ha provocato la reazione del gruppo del Movimento 5 Stelle. Il capogruppo Michele Ciusa ha chiesto la sospensione dei lavori, mentre il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini ha convocato una conferenza dei capigruppo, per poi chiudere immediatamente la seduta.
La vicenda riguarda una decisione assunta dalla Giunta regionale il 25 marzo scorso, su proposta dell'assessora del Lavoro Desirè Manca. L'esecutivo aveva chiesto al Consiglio la revoca dell'incarico di Aledda come componente esperto della Consulta regionale per l'emigrazione e la sua sostituzione con l'avvocata Sara Nicole Cancedda.
Alla base della richiesta, secondo quanto indicato nell'atto, ci sarebbe stato il venir meno delle presunte "condizioni fiduciario-istituzionali" che avrebbero sostenuto la nomina di Aledda.
Il provvedimento aveva però incontrato alcune resistenze già nelle fasi precedenti all'approdo in Aula. La Sesta commissione del Consiglio regionale aveva infatti sollevato dubbi sulla legittimità della proposta, contestando l'insufficienza delle motivazioni e segnalando possibili profili di contenzioso.
I rilievi avevano portato la stessa Giunta, il 24 aprile, a sospendere in via cautelativa l'efficacia della delibera, con l'obiettivo di consentire ulteriori approfondimenti istruttori.
Sul caso si era sviluppato anche un confronto politico. L'ex presidente del Consiglio regionale Michele Pais, esponente della Lega, aveva parlato di "epurazione politica", contestando le motivazioni alla base della decisione e la procedura seguita dalla Giunta.
In Aula l'assessora Desirè Manca ha invece negato l'esistenza di contrasti personali con Aledda, ricordando di averne proposto lei stessa la nomina dopo una manifestazione pubblica di interesse e sottolineandone "la preparazione, la professionalità e l'esperienza".
Secondo Manca, la richiesta di revoca sarebbe maturata in seguito a comunicazioni e contestazioni che, a suo giudizio, avrebbero assunto toni "denigratori e diffamatori" nei confronti dell'assessorato e degli uffici regionali.
La reazione di Michele Pais
Dopo la bocciatura della proposta, Michele Pais ha rivendicato il risultato, sostenendo che il Consiglio regionale avrebbe fermato quella che lui definisce un'"epurazione" nei confronti di Aledda.
"Il Consiglio regionale ha fermato l’epurazione di Aldo Aledda dalla Consulta regionale per l’emigrazione - ha affermato, attraverso una nota, l'esponente della lega -. È esattamente quello che avevo chiesto fin dal primo momento, quando per primo denunciai pubblicamente una vicenda che ritenevo gravissima e un precedente pericolosissimo per l’autonomia delle istituzioni. Il voto di oggi, dice che non sbagliavo".
Pais ha ricordato la propria posizione sulla vicenda e la deliberazione della Giunta regionale n. 14/18 del 25 marzo 2026, con la quale era stata proposta la revoca dell'incarico di Aledda, nominato dal Consiglio regionale il 30 gennaio 2025, e la sua sostituzione con l'avvocata Sara Nicole Cancedda. La motivazione indicata nell'atto faceva riferimento al venir meno del "rapporto fiduciario".
"Oggi - ha spiegato ancora Pais - quella che considero una vera e proprio tentativo di epurazione viene respinto dalla massima Assise e sarda. Politicamente il significato è evidente: il Consiglio regionale boccia l’Assessore Desirè Manca. Quando una proposta così fortemente voluta da un assessore viene respinta dall’Assemblea, anche con voti provenienti dalla maggioranza, il problema politico esiste ed è difficile far finta che non sia accaduto nulla".
"Avevo definito quella decisione un abominio giuridico, che confondeva la fiducia in atto di asservimento, e avevo chiesto espressamente al Consiglio regionale di impedire quella che ritenevo un’ingiustizia. Oggi il Consiglio lo ha fatto. E di questo bisogna dare atto all’Assemblea regionale, che dimostra ancora una volta di possedere anticorpi istituzionali e autonomia politica anche rispetto alle decisioni sbagliate provenienti anche dai propri assessori".
Secondo Pais, la decisione assume un significato che va oltre il singolo caso: "Il Consiglio regionale si conferma un’istituzione capace di esercitare autonomamente le proprie prerogative".
"Parliamo - ha sottolineato Pais - di una persona, Aldo Aledda, di grande spessore culturale e umano, saggista e studioso che da decenni si occupa dei fenomeni migratori e dell’emigrazione sarda. Una competenza che merita rispetto, anche quando le sue opinioni possono non coincidere con quelle dell’assessore di turno, che non è un sovrano".
Pais conclude con un giudizio politico sulla gestione dell'assessorato: "Quello di oggi è un evidente segnale molto serio e atto di sfiducia nei confronti dell’assessore Desirè Manca. Evidenzia che anche all’interno del centrosinistra sta emergendo un’insofferenza verso un modo di gestire il ruolo troppo spesso inappropriato. Complimenti, dunque, al Consiglio regionale e a tutti i consiglieri che, indipendentemente dall’appartenenza politica hanno avuto il coraggio di fermare questa vergognosa operazione".






