Il tema della sicurezza nelle scuole torna al centro del dibattito pubblico dopo una serie di gravi episodi di cronaca che hanno coinvolto giovani e giovanissimi. Nelle prossime ore, al massimo entro domani, sarà operativa una nuova direttiva del Ministero dell’Interno, condivisa con il Ministero dell’Istruzione, che apre alla possibilità di controlli con metal detector negli istituti scolastici, anche a sorpresa.

Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ospite della trasmissione Cinque Minuti condotta da Bruno Vespa. La direttiva, voluta insieme al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sarà inviata ai dirigenti scolastici e ai prefetti.

"Su richiesta dei dirigenti scolastici, quindi nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica - ha spiegato Piantedosi - insieme ai prefetti si potrà decidere di fare dei controlli nelle scuole, davanti e all’ingresso, in connessione al fenomeno crescente dell’utilizzo dei coltelli da parte dei ragazzi".

Il ministro ha chiarito che i controlli potranno avvenire anche a sorpresa, ma solo su richiesta dei dirigenti scolastici. Resta inoltre ferma la possibilità di interventi diversi qualora siano in corso indagini giudiziarie, che potranno essere disposte direttamente dall’autorità giudiziaria. Piantedosi ha infine espresso l’auspicio che il confronto parlamentare consenta una convergenza ampia, anche con le opposizioni.

I numeri: minori armati, dati in forte crescita

A rafforzare la preoccupazione sono i dati. Secondo un’anticipazione di una ricerca di Save the Children, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia Minorile del Ministero dell’Interno e con il supporto del Servizio di Analisi Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, il numero di minori segnalati per porto di armi improprie è più che raddoppiato negli ultimi anni.

Dal 2019 al 2024, i minori denunciati per il possesso di coltelli, noccoliere, mazze, catene e storditori elettrici sono passati da 778 a 1.946. Solo nel primo semestre del 2025, i casi sono già 1.096.

Nel quadro europeo, l’Italia registra comunque uno dei livelli più bassi di minori in contatto con il sistema di giustizia. Nel 2023, il tasso era pari a 824 ogni 100mila abitanti, a fronte dei 2.237 in Germania, 1.608 in Francia, 2.118 in Austria, 824 in Svizzera e addirittura 8.403 in Ungheria, dove l’aumento dal 2014 supera il 1000%. Un dato che, pur nel confronto internazionale, non attenua l’allarme per la crescita dei reati con armi improprie tra i giovani.

Il caso di La Spezia

A rendere ancora più urgente l’intervento istituzionale è il recente fatto di sangue avvenuto a La Spezia, dove uno studente è stato ucciso all’interno di una scuola. Il gip del Tribunale della Spezia ha confermato la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif, il 19enne accusato di aver colpito mortalmente Abanoub Youssef con una coltellata all’interno dell’istituto professionale Domenico Chiodo.

Secondo quanto riportato dai magistrati, la ricostruzione del movente, basata sulle dichiarazioni dell’indagato e della sua compagna, evidenzirebbe "un forte sentimento di gelosia e possessività" che avrebbe spinto il giovane a voler dimostrare la propria forza, sfidando chi riteneva un potenziale rivale.

Un episodio che ha scosso l’opinione pubblica e che si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione per la diffusione delle armi improprie tra i ragazzi, anche all’interno o nei pressi degli ambienti scolastici.

La direttiva annunciata dal Viminale si propone ora come uno strumento di prevenzione, nel rispetto dell’autonomia delle scuole, per cercare di intercettare situazioni di rischio prima che possano trasformarsi in tragedie.