Mezzo miliardo di euro: è questa la prima stima delle risorse che il governo metterebbe a disposizione per ristorare la Sardegna dopo il devastante passaggio del Ciclone Harry, che ha colpito duramente gran parte delle coste e vaste aree dell’interno. Secondo quanto trapela da fonti della giunta regionale, il totale dei fondi destinati complessivamente a Sardegna, Sicilia e Calabria si aggirerebbe intorno ai 2 miliardi di euro.

È però ancora prematuro parlare di cifre definitive. Lo ha ribadito anche questa mattina la presidente della Regione Alessandra Todde, presente all’avvio dei lavori del Consiglio regionale sulla manovra finanziaria, ai quali ha partecipato anche in veste di assessora della Sanità ad interim.

Ad aprire la seduta è stato il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, che ha voluto rivolgere un messaggio alle popolazioni colpite: tre giorni segnati, ha detto, “da eventi meteorologici di inaudita potenza”. Comandini ha sottolineato “l’efficienza della macchina organizzatrice della Regione, dalla protezione civile a tutto il sistema regione, ai sindaci, ai volontari che hanno permesso di affrontare nel migliore modo una catastrofe”.

Non solo infrastrutture, però. L’emergenza ha fatto emergere con forza anche il tema ambientale.

“Non dobbiamo parlare soltanto di danni infrastrutturali, ma anche di danni ambientali. Le nostre coste ne hanno subito con alcune spiagge che sono completamente scomparse. Quindi è un’erosione costiera con la quale ci dovremo confrontare. Anche questo è un danno importante che dobbiamo mettere in conto a seguito di questo evento”, ha precisato l’assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi, dopo il sopralluogo effettuato a Cagliari insieme al capo dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano.

Laconi ha poi ricordato il lavoro svolto nella fase più critica: “Premetto che l’emergenza l’abbiamo gestita tutti insieme ed è stato veramente un lavoro di squadra, di tutta la protezione civile, dai volontari e degli stessi cittadini che sono stati veramente molto responsabili”. E ora la fase più delicata: “Cosa succede adesso? Adesso inizia la conta dei danni in maniera dettagliata, anzi è già iniziata ieri con i primi sopralluoghi ma, naturalmente, bisogna arrivare al dettaglio”.

Pesante il bilancio anche per il comparto agricolo. “Chiusa la prima emergenza per il passaggio del ciclone Harry arriva ora la difficile conta dei danni e delle devastazioni che tre giorni di maltempo eccezionale hanno lasciato su buona parte della Sardegna, con produzioni agricole distrutte o fortemente compromesse e diverse arterie della viabilità rurale gravemente danneggiate”, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, riferendosi in particolare ai territori dei versanti meridionali e orientali dell’Isola.

Pur riconoscendo “lo straordinario lavoro svolto dalla Protezione civile regionale nel gestire la macchina dell’emergenza, in coordinamento con i Comuni e gli enti locali”, Taras ha evidenziato criticità e assenze: “Prendiamo anche atto dell’assenza dell’assessorato dell’Agricoltura sia nelle fasi che hanno preceduto l’allerta rossa e sia durante il maltempo”. E l’appello alla Regione è chiaro: dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, “ora deve attivarsi in tempi rapidi per la conta dei danni sui campi e l’individuazione delle opportune risorse per i ristori e la ripresa produttiva”.

Nel mirino anche il sistema degli aiuti. Secondo Confagricoltura è “necessario rimettere al centro del confronto politico il tema degli strumenti assicurativi”, ancora poco utilizzati, nonostante siano agevolati con fondi comunitari. “Oggi, la Regione Sardegna gestisce i danni da eventi meteorici avversi prevalentemente col solo strumento compensativo, come ha sempre fatto da cinquant’anni a questa parte”, ha sottolineato Taras, evidenziando come questo approccio produca due effetti negativi: ristori mai sufficienti a coprire i danni reali e un forte intasamento della pubblica amministrazione, con risposte che arrivano spesso a distanza di anni.

Intanto arriva anche il sostegno del sistema bancario. Intesa Sanpaolo ha annunciato lo stanziamento di un miliardo di euro a favore di famiglie, privati e imprese colpiti dal maltempo in Calabria, Sicilia e Sardegna. L’intervento prevede “nuovi finanziamenti a condizioni dedicate” e “la possibilità di richiedere la sospensione, fino a 18 mesi, della quota capitale delle rate dei finanziamenti per le imprese e dei mutui alle famiglie residenti nelle zone danneggiate”.

Lo stanziamento, precisa l’istituto di credito, è rivolto “alle famiglie, alle imprese, ai piccoli artigiani e commercianti, alle realtà dell’agribusiness e agli enti del Terzo settore che hanno subito danni”. Una boccata d’ossigeno mentre l’Isola si prepara ad affrontare la lunga e complessa fase della ricostruzione.