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"Un intervento strutturale per sostenere le famiglie sarde, favorire la conciliazione tra tempi di vita e lavoro e garantire a tutti i bambini e ragazzi l’accesso ai centri estivi". È questo l’obiettivo della proposta di legge approvata questa mattina in Consiglio regionale, a prima firma della consigliera Camilla Soru e sottoscritta da diversi esponenti della maggioranza.
"La chiusura delle scuole durante l’estate rappresenta per molte famiglie un momento complesso, soprattutto per chi ha lavori stagionali o orari flessibili. Con questa proposta vogliamo offrire un aiuto concreto e ridurre le disuguaglianze", spiega la consigliera.
Il provvedimento introduce un sistema di contributi economici modulati sull’ISEE per sostenere la frequenza dei minori ai centri estivi, riconosciuti come spazi educativi e sociali fondamentali. L’obiettivo è permettere l’accesso anche ai nuclei con minori disponibilità economiche, alleggerendo il peso delle rette e favorendo l’inclusione sociale.
"I centri estivi non sono solo un servizio di custodia, ma luoghi di crescita, socializzazione e benessere psicofisico. Investire su questi spazi significa investire sul futuro della Sardegna", sottolinea Soru.
La legge rafforza inoltre il ruolo dei Comuni e degli ambiti PLUS nella gestione operativa degli interventi e prevede requisiti chiari per garantire qualità, sicurezza e inclusività delle strutture, con particolare attenzione ai minori con disabilità. I contributi saranno erogati in anticipo rispetto all’iscrizione alle attività, per evitare che le famiglie debbano anticipare interamente i costi.
Accanto al percorso regionale, il consigliere comunale di Cagliari Giovanni Porrà ha promosso e ottenuto l’approvazione all’unanimità di una mozione per riformare il sistema di accesso ai centri estivi accreditati nel capoluogo. La sinergia tra i due livelli istituzionali punta a superare definitivamente il modello dei rimborsi posticipati: grazie a questo lavoro coordinato, le risorse potranno arrivare alle famiglie in anticipo e non dopo, garantendo un accesso più giusto, inclusivo e immediato ai centri estivi già a partire dal 2026.







