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È uno scenario estremamente dinamico quello che sta prendendo forma a Tempio Pausania, in una fase che appare quasi come un passaggio tra vecchio e nuovo, tra una generazione politica e l’altra. Dinamiche consolidate e nuovi equilibri si intrecciano in un déjà-vu che rischia di alimentare una crescente disaffezione al voto.
In alcune aree politiche, infatti, volti noti e dissidi mai sopiti tornano ad animare il dibattito, riportando in superficie antiche contrapposizioni e resoconti personali che sembravano archiviati.
Gianni Addis (71), area centrodestra e sindaco uscente, si ripresenta puntando sulla continuità amministrativa. La sua candidatura poggia sull’ossatura dell’attuale giunta, con alcuni innesti in sostituzione dei membri della maggioranza che non si ricandidano. Confermati Anna Paola Aisoni, Paolo Cossu, Monica Liguori, Francesco Quargnienti, Elisabeth Vargiu e Marco Careddu. Sarebbero invece fuori dai giochi Sergio Pala, Manuel Marotto, Emanuele Scorafurru e Mariella Asara.
Diversa la posizione di Andrea Biancareddu (60), anch’egli espressione del centrodestra, che fino al recente flop delle elezioni regionali faceva parte integrante dello stesso gruppo politico guidato da Addis — del quale, peraltro, era stato indicato come successore. Oggi Biancareddu tenta un percorso autonomo. Le frizioni tra i due, che hanno portato alla scissione, affondano le radici proprio nella tornata regionale: Biancareddu avrebbe accusato il suo ex gruppo di non aver garantito un adeguato sostegno alla sua candidatura. L’ex sindaco — alla guida della città dal 2015 al 2019, prima delle dimissioni per il passaggio in Regione — tenta così un nuovo ritorno sulla scena comunale. Potrebbe contare sul sostegno di Nino Vargiu, Nicola Tondini, Salvatore Deiana e probabilmente di Mario Addis, quest’ultimo scaricato dalla segreteria regionale del Partito Democratico tramite la segretaria provinciale Mariangela Marchiò, in seguito a rivelazioni di stampa che lo collocherebbero vicino proprio a Biancareddu.
Tra i volti nuovi spicca Gianna Masu (60), indicata in area centrodestra ma alla guida di un progetto civico. Già componente dello staff del sindaco di Olbia Settimo Nizzi fino alla fine di quest’anno, ha presentato una propria lista e si propone come figura tecnica. Nelle sue dichiarazioni emerge la volontà di correre con una squadra di 12 candidati: finora ne sono stati presentati 11 — Edi Baldino, Claudia Baltolu, Susanna Careddu, Caterina Fresi, Daniela Giua, Fortunato Lucente, Brunella Manconi, Carlo Menicucci, Marco Petita, Roberto Satta e Maria Rosaria Spano.
Altra novità è rappresentata da Fabrizio Carta (41), espressione dell’area civica ma con un’impostazione più marcatamente politica. È il più giovane candidato sindaco della storia recente tempiese e avrebbe saputo costruire una coalizione ampia, favorita anche dalla nuova legge elettorale. Il suo progetto riunirebbe tre liste collegate, capaci di intercettare quasi l’intero campo largo del centrosinistra e una parte significativa dell’elettorato moderato di centrodestra. Secondo indiscrezioni, vedrebbe l’adesione dei medici Giuseppe Satta di area centro sinistra e Piera Pirredda, in passato segretaria cittadina del PD, raccogliendo poi l’adesione di figure di primo piano come Nicola Comerci per Sinistra Italiana. Sarebbero inoltre coinvolti altri movimenti dell’area. Non mancherebbero, secondo quanto trapela, anche personalità provenienti anche dall’area di centrodestra.
Intanto riemerge il nome dell’ex sindaco Romeo Frediani (75), che secondo indiscrezioni sarebbe stato contattato da Renato Cugini dopo il passo indietro di Marina Tamponi, allora segretaria cittadina del Partito Democratico, inizialmente indicata alla guida di una coalizione progressista. Il tentativo di costruire un’alleanza ampia non avrebbe però prodotto adesioni sufficienti, portando Tamponi prima a ritirare la candidatura e poi a lasciare il partito. A quel punto Cugini avrebbe provato a richiamare Frediani per compattare l’area. Lo scenario che si profila appare tuttavia ben diverso da quello delineato nel comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi. Frediani si troverebbe infatti senza una coalizione progressista strutturata e privo del sostegno del Partito Democratico. A sostenerlo resterebbero soltanto Sinistra Futura e Partito della Rifondazione Comunista, con Giampiero Cannas, Giovanni Tendas, Angelo Cossu e Nicola Luciano — quest’ultimo recentemente critico nei confronti del Partito Democratico.
Proprio il Partito Democratico, al momento, si trova in una fase di riorganizzazione interna e starebbe valutando quale posizione assumere nello scacchiere elettorale cittadino. Le opzioni sul tavolo sarebbero due: sostenere la candidatura del sindaco uscente Gianni Addis oppure convergere sul progetto civico guidato da Fabrizio Carta.

