Cresce la tensione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale, al centro di un rapido susseguirsi di dichiarazioni e operazioni militari contrapposte.

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha affermato che gli Stati Uniti hanno “il pieno controllo” dell’area e stanno lavorando per “riaprire” lo Stretto alla navigazione. In parallelo, il Comando Centrale americano ha reso noto di aver “eliminato sei navi iraniane” che, secondo Washington, interferivano con il traffico commerciale.

Accuse respinte con decisione da Teheran, che ha definito “false” le dichiarazioni statunitensi. Nelle stesse ore, l’Iran aveva annunciato di aver lanciato due missili contro un cacciatorpediniere americano per impedirne l’ingresso nello Stretto.

La situazione si complica ulteriormente con il coinvolgimento di altri attori internazionali. Una nave sudcoreana sarebbe stata colpita durante gli scontri e il governo di Seul ha avviato accertamenti per chiarire quanto accaduto.

Dal Golfo arrivano anche le comunicazioni degli Emirati Arabi Uniti: secondo il Ministero della Difesa, l’Iran avrebbe lanciato quattro missili, tre dei quali intercettati mentre un quarto è caduto in mare. Un funzionario iraniano, intervenuto alla televisione di Stato, ha tuttavia precisato che “non avevano intenzione di colpire gli Emirati”.

Nel frattempo, il presidente americano Donald Trump non usa mezzi termini: "L'Iran verrà spazzato via se attaccherà le navi americane", ha detto a Fox.